Renzi: da 2015 Tfr in busta paga. Lavoro è nostra emergenza

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Il premier sulla liquidazione: "Verificheremo la fattibilità di una proposta che non gravi sulla situazione bancaria delle imprese". Poletti sul Jobs Act: "Troveremo mediazione". La minoranza democratica: "Mantenere le tutele"

Quelli del Tfr "sono soldi dei lavoratori" e "come accade in tutto il mondo non può essere lo Stato a decidere per lui. Ecco perché mi piacerebbe che dal prossimo anno i soldi del Tfr andassero subito in busta paga. Questo si tradurrebbe in un raddoppio dell'operazione 80 euro". Matteo Renzi torna a parlare di retribuzioni e di mercato del lavoro, che definisce "la nostra amergenza".
Quando martedì - aggiunge Renzi - "incontreremo i sindacati e le parti sociali, verificheremo la fattibilità di una proposta sul TFR che viene incontro ai lavoratori senza gravare sulla situazione bancaria delle piccole e medie imprese".

Renzi: "Segnali incoraggianti" - Il premier parla poi della crisi economica: "Ci sono segnali incoraggianti di ripresa del numero degli occupati che da febbraio è cresciuto di oltre 80mila unità. Negli anni della crisi abbiamo perso un milione di posti di lavoro, dunque non siamo nemmeno al 10% di quello che va fatto per ritornare ai tempi d'oro. Però è un primo segnale positivo, dopo tanto tempo".

Poletti "Jobs Act, serve operazione rapida e certa" - Le parole di Renzi arrivano poco dopo quelle del ministro Poletti, che sulla necessità di votare il Jobs Act dice: "Ci sono i regolamenti parlamentari che non possiamo violare, ma mercoledì al vertice del lavoro europeo deve essere chiara la volontà del governo di voler fare le cose". E ancora: "Abbiamo la necessità di un'approvazione rapida e certa".
Martedì 7 ottobre la legge delega sul lavoro andrà in discussione in aula al Senato e il governo ha l'obiettivo di ottenere il via libera per il giorno dopo, giusto in tempo per il vertice europeo sul Lavoro di Milano previsto proprio mercoledì. "Troveremo una mediazione", assicura il ministro Poletti.

Art.18, prosegue il dibattito - Ferve ancora però, all'interno del Pd, il dibattito sull'articolo 18. "Il gruppo dei senatori è molto equilibrato. Penso che voteranno compatti perché c'è la consapevolezza in tutti dell'importanza di questo provvedimento per lo sviluppo dell'economia" ha assicurato il capogruppo al Senato del Pd Zanda. Intanto, però, mentre l'europarlamentare Simona Bonafè appoggia il testo della riforma approvato dalla Direzione Pd (VIDEO), la presidente della commissione Antimafia, Rosy Bindi dice: "Io sto dalla parte di chi ritiene che l'art.18, così com'è non sia di impedimento alla crescita del Paese e sia una tutela importante e una garanzia importante per tutti i lavoratori" (VIDEO).

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