Jobs Act, Renzi: "Franchi tiratori al Senato? Non credo"

1' di lettura

Dopo la divisione nella direzione del Pd, il premier si dice convinto che il gruppo parlamentare voterà compatto: "Il partito si è espresso chiaramente". E sullo stallo per l'elezione dei giudici della Consulta: "Tocca al Parlamento"

"Non c'è alcun timore di franchi tiratori al Senato, anche perché ieri c'è stata una discussione seria, lunga, al termine della quale il partito si è espresso chiaramente". Il giorno dopo la direzione del Pd, il premier Matteo Renzi torna a commentare il dibattito interno al suo partito sul Jobs Act e l'approvazione della sua relazione che ha visto 20 voti contrari e 11 astenuti (foto e video: la cronaca della giornata). "Ora si tratta di definire il documento nelle varie fattispecie", ha aggiunto Renzi, arrivando al Nazareno per partecipare alla segreteria del partito.

"Consulta, la valutazione spetta al Parlamento" - Il premier commenta anche lo stallo sull'elezione degli ultimi due giudici della Corte Costituzionale. "E' una valutazione che spetta al parlamento", risponde a chi gli chiede se per arrivare all'elezione dei due giudici ci sarà bisogno di virare su due nomi diversi da quelli di Donato Bruno e Luciano Violante. Il partito democratico, ha fatto sapere Emanuele Fiano a Sky TG24, voterà comunque scheda bianca alla prossima votazione.

"La gente è con noi, non con i sindacati" - Nelle stesse ore, il Washington Post pubblica un'intervista a Renzi in cui l'ex sindaco si dice convinto che "noi possiamo e dobbiamo cambiare". "Dopo anni di stagnazione, io penso che sia il momento che l'Italia realizzi le cose che stiamo aspettando da anni". "La crisi è la ragione per cui dobbiamo accelerare il cambiamento. Senza cambiamento è impossibile credere nel futuro". "Credo che la gente sia con noi, non con i sindacati", conclude Renzi. "L'Italia necessita di un cambiamento radicale, è facile da spiegare ma non da realizzare".

Orfini replica con un tweet alle critiche - E il presidente del Pd, Matteo Orfini, che ha sostenuto la mozione del segretario, risponde con un tweet alle critiche.




Speranza a Sky TG24: "Voto di ieri è fine di muro contro muro"
- "La discussione di ieri ha consentito un abbassamento del muro contro muro", dice a Sky TG24 il capogruppo Pd Roberto Speranza alla Camera. Intanto, il presidente dei senatori Pd Luigi Zanda ha spiegato che "il governo potrebbe presentare un emendamento al ddl delega sul Jobs act che raccolga l'ordine del giorno approvato ieri in direzione". Dopo la presentazione dell'emendamento del governo sul Jobs act, ha sottolineato sempre Zanda, ci sarà il tempo per i relativi subemendamenti. Zanda si è detto convinto che le votazioni sul Jobs Act potrebbero iniziare martedì.


Leggi tutto