De Magistris: "Non mollo". Anm: "Parole inaccettabili"

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Nessun passo indietro per il sindaco di Napoli dopo la condanna in primo grado nel processo Why Not: "Dovrebbero dimettersi i giudici". Ma il presidente del Senato Grasso lo avverte: "Sa che ci sarà comunque un provvedimento da parte del prefetto"

“La Legge Severino? È stata approvata mentre il processo era in corso”. De Magistris non molla. Il sindaco di Napoli, condannato a un anno e tre mesi (con sospensione condizionale della pena) in primo grado nel processo Why Not, relativo all'acquisizione di utenze telefoniche di alcuni parlamentari relative al periodo in cui era pm a Catanzaro, non ne vuole sapere di dimettersi.
Il giorno dopo aver dichiarato su Twitter che “non mollo, resisto e lotto per la giustizia”, il primo cittadino si è presentato in Consiglio comunale per spiegare le sue ragioni: "Vorrebbero applicare per me la sospensione breve, in base alla legge Severino, un ex ministro della Giustizia che guarda caso è difensore della mia controparte nel processo a Roma. E la norma è stata approvata mentre il processo era in corso". Poi ha attaccato anche i suoi ex colleghi: “Guardandosi allo specchio e provando vergogna, dovrebbero dimettersi questi giudici”.

L'Associazione nazionale magistrati "giudica gravi e offensive le dichiarazioni rese dal sindaco". Parole "tanto più inaccettabili - sottolinea l'Anm - poiché provenienti da un uomo delle istituzioni".
E non sarà facile tuttavia per il primo cittadino restare in sella. Lo spiega il presidente del Senato Pietro Grasso che, interpellato sulla questione nel corso di una visita nel capoluogo campano, ha detto: “Le dimissioni di De Magistris? Non ho un'opinione in proposito, certamente valuterà al meglio la situazione. Sa benissimo che se non lo dovesse fare ci sarebbe comunque un provvedimento da parte del prefetto non appena si renderà esecutiva oppure si depositerà la motivazione”.
"La legge Severino – ha aggiunto Grasso – è una legge che va applicata, è stata già applicata anche ad altri sindaci. Penso sia inevitabile che sia applicata. Poi naturalmente ci sarà il seguito dell'appello, dell'impugnazione che potrà eventualmente dare un contorno definitivo alla vicenda" (GUARDA IL VIDEO).

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