Jobs Act, botta e risposta Camusso-Renzi

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Il segretario Cgil: "Premier ha un po' troppo in mente il modello Thatcher". La replica: "Avete difeso le ideologie, non le persone". Bersani annuncia "molti emendamenti". La Fiom: "Ritorno all''800". E anticipa la mobilitazione nazionale al 18 ottobre

Scontro tra Matteo Renzi e la Cgil. "Non stiamo difendendo noi stessi: chi vorrebbe cancellare l'articolo 18 sta cancellando la libertà dei lavoratori": è questo l’affondo del segretario generale del sindacato, Susanna Camusso, durante l'inaugurazione di una nuova sede a Milano, a proposito del testo di riforma del lavoro approvato in commissione al Senato e che approderà in Aula martedì. Dura la replica del premier: "Avete difeso solo battaglie ideologiche".

Camusso: "Renzi ha in mente modello Thatcher"
- "Mi sembra che il presidente del Consiglio abbia un po' troppo in mente il modello della Thatcher - sono le parole di Camusso - la sfida che lanciamo noi è fatta dall'idea che si può fare lo statuto dei lavoratori, ma bisogna fare sì che tutti i lavoratori abbiano i diritti che hanno oggi i lavoratori con contratto a tempo indeterminato". Con il Jobs act, continua, "ci ritroviamo nel segno opposto". A proposito poi della possibilità di uno sciopero generale, "è una delle forme di mobilitazione possibile del sindacato", risponde il numero uno della Cgil.

Fiom anticipa la manifestazione nazionale al 18 ottobre - E proprio in relazione al Jobs Act, la Fiom ha deciso di anticipare la manifestazione nazionale di una settimana, dal 25 al 18 ottobre. Un'accelerazione in risposta alle decisioni che, secondo il sindacato, impatterebbero sull'articolo 18. "E' il momento di mobilitarsi, un lavoro senza diritti è un ritorno all'Ottocento", si legge in una nota del sindacato. Le modalità della mobilitazione, che si svolgerà a Roma, verranno definite a breve. Resta il pacchetto di 8 ore di sciopero.

Renzi: "Avete difeso ideologie" - Più tardi la replica di Renzi: "A quei sindacati che vogliono contestarci" io "chiedo: dove eravate in questi anni quando si è prodotta la più grande ingiustizia, tra chi il lavoro ce l'ha e chi no, tra chi ce l'ha a tempo indeterminato e chi precario" perché "si è pensato a difendere solo le battaglie ideologiche e non i problemi concreti della gente?".
"Sono i diritti di chi non ha diritti quello che ci interessa: li difenderemo in modo concreto e serio", continua Renzi. "Non vogliamo il mercato del lavoro di Margareth Thatcher - replica alla Cgil - ma un mercato del lavoro giusto", con "cittadini tutti uguali".



Vendola: "Jobs Act  porcheria di estrema destra" -  Ma le critiche al testo del governo non arrivano solo dai sindacati. Duro l'affondo di Vendola: "E' una porcheria di estrema destra e punta alla precarizzazione generale. I lavoratori vanno invece tutelati".

Bersani: "Presenteremo molti emendamenti" - E anche il Pd si mostra diviso. Sul lavoro "saranno presentati molti emendamenti, non solo sul reintegro in caso di licenziamento ingiusto", annuncia l'ex segretario del Pd Bersani. Che spiega: "Se l'interpretazione è quella sentita da Sacconi e altri, allora non ci siamo proprio. Andiamo ad aggiungere alle norme che danno precarietà ulteriore precarietà, andiamo a frantumare i diritti, non solo l'art.18, e allora sarà battaglia".

Delrio: "No a ultimatum" - Dalle fila del governo interviene il sottosegretario Delrio: "Le discussioni aiutano a migliorarsi, l'importante è che non ci siano ultimatum o posizioni ideologiche. Abbiamo tutti l'ambizione di non ridurre i diritti e creare posti di lavoro".

Bonafè (Pd): "Pensiamo a lavoratori senza tutele"
-  Tra le voci vicine al premier nel Pd, anche Simona Bonafè avverte: "Parlare solo di articolo 18 ci fa dimenticare tutti quei lavoratori senza tutele", "non vogliamo ridurre le tutele ma ampliarle".



Guerini: "Decreto? Pensiamo alla legge delega" - E il vicesegretario del Pd Lorenzo Guerini, a chi gli chiedeva dell'ipotesi di un decreto legge nel caso in cui la legge delega non sia approvata in tempi rapidi dal Senato, ha risposto: "Lavoriamo sulla legge delega".

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