Statali, accordo sindacati-governo su sblocco salari polizia

Il ministro dell'Interno, Angelino Alfano, alla 162ma festa della Polizia di Stato, l’8 maggio 2014, a Roma
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Dal 2015 torneranno a muoversi gli stipendi di forze di polizia e militari, fermi dal 2010. Risorse, circa 1 miliardo di euro, sono state trovate dopo l'incontro a Palazzo Chigi Lotti-ministri. Alfano: "È andata molto bene". Si attende annuncio ufficiale

Dal 2015 torneranno a muoversi gli stipendi di forze di polizia e militari, fermi dal 2010. Le risorse - circa un miliardo di euro - sono state trovate dopo un incontro a Palazzo Chigi tra Luca Lotti, sottosegretario alla presidenza del Consiglio e braccio destro del premier Matteo Renzi, e i ministri interessati, Angelino Alfano (Interno), Roberta Pinotti (Difesa) e Pier Carlo Padoan (Economia).

Alfano: “Lavoro per reperire risorse è positivamente avviato” - “È andata molto bene. È stata confermata la decisione – commenta Alfano – di risolvere la questione. Il lavoro per reperire le risorse è positivamente avviato”. Da parte loro i sindacati attendono comunicazioni ufficiali, ma puntualizzano sulla minaccia di sciopero che aveva fatto tanto arrabbiare il presidente del Consiglio: riguardava forestali e vigili del fuoco, non forze di polizia e carabinieri, cui la legge vieta di incrociare le braccia. L’annuncio del governo è arrivato poco prima dell’incontro tra Silvio Berlusconi e i sindacati che, visto il buon esito della controversia, hanno disertato, quasi tutti, la riunione con l’ex Cavaliere.

Ancora da definire i dettagli - Le coperture di massima, dunque, sono state trovate. Ora si lavora per definire i dettagli. Circa 430 milioni di euro sono stati racimolati nelle pieghe dei bilanci di Interno e Difesa, mentre poco più di 500 milioni sarebbero stati recuperati dal ministero dell'Economia. Quanto basta, dunque, per eliminare i tetti salariali che hanno fatto perdere ai poliziotti in quattro anni, secondo stime dei sindacati, tra i 4mila ed i 6mila euro netti.

Siulp: “Sblocco è restituzione di soldi che ci spettavano” - Alla soluzione, i ministri Alfano e Pinotti lavoravano da mesi. Poi, il 3 settembre, c'è stata la doccia fredda del ministro per la Pubblica amministrazione Marianna Madia: "Non ci sono le risorse per lo sblocco dei salari". Sindacati di polizia e Cocer sono insorti con la minaccia dello sciopero generale. Una presa di posizione che ha provocato l'ira del premier, che li ha anche accusati di "pressioni indebite" e "forme di protesta contro la legalità". Lotti ha preso in mano la vertenza e ha convocato la riunione che si è conclusa con una fumata bianca. Le sigle sindacali non si sono "rimangiati le parole", come auspicava Renzi. Ma ne hanno precisato il senso. "All'interno dei comparti Sicurezza, Difesa e Soccorso pubblico - hanno spiegato - vi sono categorie che hanno, per legge, il diritto di sciopero". Si tratta di forestali e vigili del fuoco. Pertanto, hanno aggiunto, "l'annuncio di fare ricorso a questa forma legittima di protesta è da intendersi riferito ai colleghi di questi settori". Comunque, ha osservato Felice Romano, segretario del Siulp, "lo sblocco è la restituzione di soldi che ci spettavano e premia la meritocrazia, la maggiore produttività e la professionalità degli uomini e delle donne in uniforme".

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