Renzi: "Basta lezioni dai tecnici della Prima Repubblica"

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Il premier chiude la Festa dell'Unità di Bologna: "Felice di essere segretario di un partito plurale, considerato una speranza in Europa". Sul bonus 80 euro: "Atto di giustizia sociale prima che misura economica". "Patto del tortellino" con sinistra Ue

Matteo Renzi chiude la Festa dell’Unità di Bologna. E lo fa con un discorso in cui tocca vari temi: dall’Europa all’immigrazione, dal Pd alla situazione politica ed economica italiana.

“Pd considerato una speranza in tutta Europa” - L’intervento del premier inizia con i ringraziamenti al suo partito e ai volontari. “Voglio ringraziare tutti e anche chi mi ha preceduto: Epifani che ha gestito il partito dopo la botta elettorale, Veltroni, Franceschini. E un ringraziamento particolare, doppio, a Bersani. Ci ha fatto prendere un bel coccolone l'anno scorso, ma poi abbiamo scoperto il solito Bersani grintoso”, dice Renzi. E aggiunge: “Sono felice di essere il segretario di un partito plurale”. Sul Pd, poi, continua: “Non sono le perle che fanno la collana, ma è il filo. E il filo siete voi: il più grande partito in Europa, considerato una speranza in tutta Europa, deve lasciarci i brividi, deve darci una responsabilità, insieme dobbiamo cambiare l'Europa”.

“Europa non sia solo regolamenti e vincoli” - “Costruire un’Europa più vicina alle famiglie e meno ai ragionieri”, è l’invito di Renzi. Che sull’immigrazione aggiunge: “Si smetta di lasciare sola l’Italia su queste vicende. L’Europa non può dimenticare ciò che accade nel Mediterraneo. L'Europa non può essere solo regolamenti e vincoli di bilancio e poi dimenticare cosa accade nei nostri mari”. Ma la salvezza dell’Italia, ribadisce il premier, “è solo nelle nostre mani, non è nell'Unione europea come qualcuno dice piagnucolando”.

“80 euro atto di giustizia sociale” – Nel suo intervento il segretario del Pd difende ancora il bonus di 80 euro. “È un atto di giustizia sociale prima che una misura economica”, afferma Renzi. E attacca: “C'è una parte di esperti del Paese, cresciuta all'ombra della Prima Repubblica, incapace per vent’anni di leggere Berlusconi. Non ha anticipato la crisi e ora ci spiega che gli 80 euro sono un errore. Non accettiamo lezioni”.


Riforme e sindacati – Al centro del discorso anche le riforme. Non sono, dice il premier, "come ha sostenuto qualcuno, inutili, insignificanti, anzi uno scandalo. Noi portiamo avanti, sia pure con modifiche, la legge elettorale e la riforma costituzionale, dimostriamo che la politica sa decidere". Sulla scuola, poi: “Abbiamo detto mai più precari e supplenti, ma anche che gli scatti non siano solo sull'anzianità ma sulla base della qualità del lavoro. Il merito è di sinistra, la qualità è di sinistra, il talento è di sinistra. Io voglio stare dalla parte dell'uguaglianza non dell'egualitarismo”. Sui sindacati: “Ci dicono di prepararci ad un autunno caldo, non voglio sottovalutare le difficoltà dell'Italia e non le sottovaluto. Faremo scelte difficili, non temiamo responsabilità, avremo il coraggio di rischiare e anche di chiedere scusa ma nessuno può fermare il cambiamento. Il futuro non è una minaccia”.

“Serve segreteria unitaria” - "Mettiamoci al lavoro per cambiare le cose, io non mollo di mezzo centimetro. Noi cambiamo l’Italia con il sorriso", insiste Renzi. Che si rivolge al suo partito: “Se questo è il tempo della politica e non dei tecnici, il Pd deve trovare il modo di stare insieme. Noi abbiamo la responsabilità di guidare il cambiamento in Europa e attuare il cambiamento in Italia e quindi per primi dobbiamo cambiare noi”.

Poi, ribadendo che venerdì ci sarà la nuova segreteria del Pd, si rivolge alla minoranza del partito: “Non possiamo passare il tempo a litigare. Basta veti e rivincite. Propongo una segreteria unitaria. Lavoriamo invece che lamentarci, basta gufi, cambiamo le cose con lo spirito dei nostri nonni e la fantasia dei giovani. Un segretario, un premier, da solo non può fare niente, serve una scommessa su di noi perché in ballo non c'è il mio destino ma il Paese” (VIDEO).

Il "patto del tortellino" - L’intervento del premier è arrivato dopo quelli di alcuni leader dei partiti socialisti europei presenti a Bologna. “Facciamo il patto del tortellino con la sinistra europea”, aveva detto Renzi pranzando, tra gli altri, con il premier francese Manuel Valls e il leader Psoe Pedro Sanchez in uno degli stand storici della Festa dell’Unità (LE FOTO).

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