Blocco salari, polizia verso sciopero. Renzi: no ai ricatti

1' di lettura

I sindacati dellle forze dell'ordine annunciano iniziative di protesta "in tutta Italia". Attacca anche Camusso: "Si chiede ai soliti noti per non toccare altri interessi". Il ministro: "Prima chi guadagna meno. Usciamo insieme dalla crisi"

Sciopero generale "entro la fine di settembre", "azioni di protesta" in tutta Italia e una "capillare attività di sensibilizzazione" dei cittadini sui rischi ai quali viene esposto il settore. E' il "pacchetto" di iniziative annunciato dai sindacati delle forze dell'ordine e dei vigili del fuoco e dal Cocer interforze (Esercito, Marina, Aeronautica, Carabinieri e Guardia di finanza) "qualora dovesse essere rinnovato il blocco del tetto delle retribuzioni" annunciato ieri 3 settembre dal ministro Madia. "Per la prima volta nella storia della nostra Repubblica - sottolineano sindacati e Cocer - siamo costretti a dichiarare lo sciopero generale" del comparto sicurezza, difesa e soccorso pubblico, "verificata la totale chiusura del governo ad ascoltare le esigenze delle donne e degli uomini in uniforme".

Renzi: "Non accetto ricatti" - "Riceverò personalmente gli uomini in divisa ma non accetto ricatti" la replica del premier Matteo Renzi riportata ai suoi, sostenendo che in un momento di crisi fare sciopero per un mancato aumento quando ci sono milioni di disoccupati è ingiusto. Il blocco degli stipendi degli statali era già previsto nel Def, e non c''è niente di nuovo, sarebbe inoltre la posizione che filtra da Palazzo Chigi. 

Camusso: "Si continua a chiedere ai soliti noti" - La dura presa di posizione delle forze dell'ordine arriva dopo che anche i sindacati confederali avevano alzato la voce. "Non comprendiamo la logica per cui si continua a prorogare il blocco dei contratti. La sensazione è che si seguiti a chiedere ai soliti noti per non toccare altri interessi che invece produrrebbero molte risorse" le parole del segretario generale della Cgil, Susanna Camusso.  Nell’intervenire alla commemorazione dei minatori uccisi nel 1904 a Buggerru (Sulcis) durante il primo sciopero generale d'Italia il numero uno della Cgil condanna "l’arroganza" di chi "dice che non gli serve interloquire con la rappresentanza dei lavoratori". Quale idea - si chiede - c'è in chi deve cambiare il Paese se si nega quello che ha determinato il grande cambiamento dell'Italia". "Bisogna tornare all'antico sapere che non c'è ricchezza, non c'è futuro, istruzione se non c'è lavoro", per questo motivo è necessario "rimettere al centro l'occupazione", ribadisce Susanna Camusso.

Bonanni: "Ci mobiliteremo" - Anche il leader Cisl, Raffaele Bonanni, annuncia battaglia: "Ci mobiliteremo in tutta Italia, spiegheremo a tutti" la situazione, visto che si usano i "guanti bianchi per le municipalizzate e la mannaia su dipendenti pubblici. E' intollerabile".

Angeletti: "Governo si comporta come il peggior datore di lavoro" - "Il governo si comporta come il peggior datore di lavoro è poi il giudizio del segretario della Uil Luigi Angeletti. "Il governo vuole perseverare nell'errore. Si comporta come se tutti gli anni che sono trascorsi dal 2009, durante i quali i dipendenti pubblici non hanno avuto alcun aumento, non ci siano", ha spiegato Angeletti, a margine di un dibattito alla Festa dell'Unita' di Bologna.

Madia: "Guardiamo prima a chi guadagna meno" - Il ministro, da parte sua, su Twitter, torna a ribadire che in un momento di crisi bisogna guardare prima a chi guadagna meno, platea cui è rivolto il bonus di 80 euro.


Dalla festa dell'Unità di Bologna poi, il ministro si è rivolto ai sindacati: "Anche il sindacato dovrebbe aiutare il governo in un momento di difficoltà a dare delle priorità e a capire su cosa scegliere e a difendere veramente la dignità dei lavoratori, senza considerarli di serie A e di serie B".

Leggi tutto