Renzi: "Tagli per 20 miliardi da investire nell'istruzione"

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Nel giorno in cui saranno presentate le nuove linee guida per la scuola, il premier  al Sole 24 Ore annuncia riduzioni di spesa per "investire nella ricerca". Sugli 80 euro: "Li confermo e se riesco li allargo". Escluso un rimpasto di governo

Tagli per 20 miliardi anziché per 17, il bonus degli 80 euro confermato e forse allargato e la smentita di possibili rimpasti di governo. Sono questi i punti cardine dell'intervista che Matteo Renzi ha rilasciato al direttore del Sole 24 Ore Roberto Napolitano e pubblicata in apertura di quotidiano nel giorno in cui verranno presentate sul sito governativo Passodopopasso le linee guida sulla scuola.

Tagli da 20 miliardi per investire in istruzione - "I tagli saranno non per 17 miliardi ma io ne immagino per 20 miliardi perchà intendo liberare risorse da investire nei settori strategici come l'istruzione e la ricerca senza aumentare le tasse" dice il premier, che annuncia anche l'intenzione di  di incontrare lunedì "tutti i ministri con il ministro dell'Economia Padoan e valuterò con loro tagli del 3% per ciascuno ministero". Renzi ha inoltre confermato la sua fiducia al commissario per la spending review Cottarelli. "Gli ho chiesto di restare", dice il premier, "vedremo se riusciremo a trattenerlo."

"Il bonus di 80 euro se riesco lo confermo" - Riguardo al discusso bonus di 80 euro per i redditi più bassi, Renzi spiega che "non solo lo confermo, ma se riesco lo allargo". Per il premier il bonus è stato dato "per dare un senso di giustizia sociale e sostenere il potere d'acquisto del ceto medio che è stato tartassato in questi anni e non ha mai visto un intervento di riduzione delle tasse così significativo. Il bonus, aggiunge, "darà i suoi effetti perché verrà confermato e percepito  finalmente come strutturale. Deve essere stabile, e percepito come tale. Il ceto medio ha bisogno di respirare".

Escluso un rimpasto di governo - Sull'ipotesi di rimpasto del governo, dopo la nomina del ministro degli Esteri Mogherini al ruolo di Lady Pesc, il premier parla di "fantapolitica. La squadra è questa e non si tocca". Renzi poi ribadisce che "a tempo debito sostituiremo solo il ministro degli Esteri". Alla domanda se non ritenga che un commissario economico sarebbe stato più utile che il commissario agli Esteri, risponde che "l'Italia deve tornare a pensare in grande, puntando sul mondo e non solo sulle vicende di casa nostra".

Entro fine anno approvazione jobs act
- Sulla riforma del lavoro l'ex sindaco di Firenze spiega che il governo "ha fatto un primo intervento importante per decreto, abbiamo corretto un errore grave e ci sono già i primi segnali di inversione di tendenza nell'utilizzo dei contratti a termine per l'ingresso sul mercato del lavoro".  Renzi è convinto che il nuovo welfare non si possa fare per decreto e si dice certo che "il Parlamento entro la fine dell'anno approverà il jobs act. Introdurremo in Italia il modello di lavoro tedesco non quello spagnolo", aggiunge. Il superamento dell'articolo 18? "E' la direzione", ma "sarà possibile solo se si cambierà il sistema delle tutele", ribadisce il premier

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