Immigrazione: botta e risposta Ue-Alfano su Mare Nostrum

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Il ministro aveva annunciato la fine del programma nazionale a breve, ma un portavoce della Commissione ribatte: "Frontex è una piccola agenzia, gli Stati membri devono fare di più". La replica del Viminale: "No allo scaricabarile a danno dell'Italia"

L'Unione Europea gela l'Italia e rispedisce al mittente la richiesta di farsi carico della missione Mare Nostrum avanza per l'ennesima volta dal ministro dell'Interno Angelino Alfano qualche giorno fa. La Commissione, dice Bruxelles, sta facendo tutto il possibile per aiutare il nostro Paese, tanto che ci sono stati riconosciuti aiuti "senza precedenti": ma senza uno sforzo maggiore di tutti e 28 gli Stati membri, l'Italia dovrà continuare a cavarsela da sola. "No allo scaricabarile a danno dell'Italia - replica il titolare del Viminale - l'Ue chieda con forza un intervento" degli altri Paesi altrimenti non si capisce quale sia il suo ruolo.

Missione costa 300mila euro al giorno - Ancora una volta, dunque, l'emergenza immigrazione rischia di annodarsi su se stessa: con l'Europa impotente da un lato causa le differenti priorità dei Paesi membri, l'Italia dall'altro non più in grado di sostenere una missione che costa 300mila euro al giorno, 9 milioni e mezzo al mese. Una missione che però non può essere sospesa da un giorno all'altro, visti i numeri record già registrati e le decine di migliaia di uomini, donne e bambini salvati in mare dopo la strage di Lampedusa che costò la vita a 368 migranti: oltre centomila immigrati sbarcati, 539 scafisti arrestati, oltre 53mila persone ospitate nei centri di accoglienza sparsi sul territorio italiano, oltre 35mila domande di protezione esaminate.

Ue: “Stati membri devono fare di più” - Sia nella sua visita a Lampedusa il 14 agosto sia il giorno dopo al Viminale, Alfano era stato categorico: il prossimo 18 settembre Mare Nostrum compirà un anno e non ci sarà un secondo anniversario. Ma la risposta che arriva da Bruxelles è di segno opposto, almeno nella sostanza: Frontex da sola non può far nulla: "Siamo una piccola agenzia, con un piccolo bilancio e senza guardie di frontiera né navi né aerei", dice un portavoce della Commissione. Dunque, sono i singoli Stati membri che "devono fare di più". "Siamo in contatto con l'Italia e riconosciamo pienamente il magnifico lavoro che sta svolgendo - prosegue -. Non possiamo che essere d'accordo sul fatto che l'Ue nel suo complesso debba fare di più" e per questo "abbiamo ripetuto continuamente che gli Stati devono contribuire con mezzi e finanziamenti".

All’Italia “aiuti senza precedenti” - L'Ue sottolinea, inoltre, che al nostro Paese sono arrivati "aiuti senza precedenti". In particolare l'Italia beneficerà di circa 500milioni di euro di fondi Ue per far fronte al problema immigrazione nei prossimi sette anni. A questi si possono aggiungere ulteriori finanziamenti a valere sul Fondo per la sicurezza interna che, sommati agli altri, arrivano a circa 500milioni di euro, un ammontare simile, quindi, a quello usufruito dall'Italia nel periodo 2007-2013.

Alfano: “No scaricabarile a danno dell'Italia” - Alfano replica ribadendo che l'Italia "non può aspettare all'infinito" e che se Frontex non subentrerà a Mare Nostrum, "adeguatamente finanziata e rafforzata", il governo prenderà la sua decisione e si farà da parte. "Su Frontex l'Ue dice una cosa tanto nota quanto ovvia: non ci sono soldi e devono intervenire gli Stati membri. Ma il tema - sottolinea Alfano - è proprio questo: qual è il compito della Commissione? Deve chiedere con forza questo intervento sennò giochiamo a un inaccettabile scaricabarile a danno dell'Italia". Dunque, prosegue il ministro, "se Frontex è piccola, occorre renderla più grande e anche al più presto" perché "il presidio di tutta la frontiera europea è compito strategico per il futuro dell'Unione". E "chi non presidia le frontiere, tutte le frontiere, mediterranee o orientali, non tutela se stesso". "Il tema della frontiera è europeo - conclude Alfano - e noi non possiamo farcene carico da soli anche perché l'Italia, per molti migranti, è solo un Paese di transito".

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