Renzi: spendere meglio i fondi Ue è obiettivo del governo

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Il presidente del Consiglio da Milano rilancia l'Expo 2015: "Sarà una chiave di ripartenza per l'Italia". "Non lasceremo il futuro ai gufi". Poi conferma di aver incontrato Draghi ieri: "Lo vedo spesso". In serata lungo faccia a faccia con Napolitano

Obiettivo: vendere 10 milioni di biglietti. Inizia con queste parole la conferenza stampa di Renzi in visita per la prima volta nei cantieri dell’Expo. "C’è una grandissima fame di Italia, una grandissima voglia di questo Paese che sa dare bellezza" dice il premier che sottolinea come "il primo maggio 2015 sarà una delle chiavi di ripartenza del Paese". Perché "non lasceremo il futuro ai gufi". Gli operai e le operaie "non stanno semplicemente costruendo un'opera, non solo padiglioni - afferma - ma stanno costruendo e restituendo l'orgoglio a un Paese che ne ha bisogno come il pane; ce la faremo. Siamo al lavoro, sarà tutto pronto per il 1 maggio 2015" (TUTTE LE FOTO). Quel giorno, annuncia, "sarà il no gufi day".

Fondi Ue, Renzi spenderli in infrastrutture nazionali, scuola - Parlando della bacchettata di Bruxelles sui fondi europei ("a rischio 40 miliardi, mancano chiara strategia e governance efficace") precisa: finora quei soldi sono stati spesi male, cambieremo modello "cercando di dare più denaro per investimenti infrastrutturali che interessano tutto il Paese, meno per eventi una tantum". Non rinuncia poi a una breve gag con un giornalista: alla domanda "Bruxelles dice Paese senza strategia cosa risponde?" il premier replica chiedendo "Bruxelles chi?, Non vorrei che si dimettesse... In passato ho detto anche 'Fassina chi?' E si è dimesso".

Appuntamento al 16 ottobre - Tornando all'evento Expo 2015, Renzi dà poi un po’ di numeri sull’Esposizione Universale. Fino ad ora, dice, hanno aderito 147 Paesi e sono stati venduti 5 milioni di biglietti. E dà appuntamento al 16 ottobre, giorno in cui si terrà il summit con i capi di Stato di Asia e Europa. "Sarà un’occasione per fare il punto dell’occasione. Ci sono due mesi di tempo, dobbiamo correre. E ce la possiamo fare". La tempistica dei lavori, afferma con certezza, sarà rispettata. E questo "sarà grazie alle donne e gli uomini dei cantieri dell’Expo".


Riscriveremo lo statuto dei lavoratori - Il presidente del Consiglio coglie così l’occasione per ribadire quanto affermato il giorno prima, in polemica con il ministro dell’Interno Angelino Alfano: "L'ultimo tema di cui abbiamo bisogno è una discussione ideologica" sull'articolo 18, "possiamo evitarla riscrivendo tutti insieme la delega per la modifica dello statuto dei lavoratori".

Ieri l'incontro con Draghi - Rispondendo a una giornalista poi Renzi afferma che "il cantiere Expo non è la stessa cosa del cantiere governo, anche perché l'Expo nel 2015 finisce, il governo no, andrà avanti oltre". Infine, conferma la notizia dell’incontro avuto con Mario Draghi martedì 12 agosto: "Sì, ieri ho visto il presidente della Bce. Lo vedo spesso".

Lungo faccia a faccia con Napolitano
- In serata un altro lungo faccia a faccia con il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, a Castelporziano. I due, secondo quanto riferisce una nota del Quirinale, hanno avuto "un ampio scambio di vedute sul programma di attività di governo e sulla situazione internazionale". Renzi, riferisce il comunicato, ha parlato delle "decisioni che il governo prepara per l'economia e il lavoro nonché del progetto per la riforma della giustizia".

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