Riforme, Renzi: "Decidiamo noi, non la Troika o la Bce"

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Il premier al Financial Times: "L’Italia ha un grande futuro, la porteremo fuori dalla crisi". Prima, al raduno scout di San Rossore: "La cosa positiva del Senato è che finalmente i politici cambiano se stessi. Non c'è più potere di rendita per nessuno"

"La cosa positiva del Senato è che finalmente i politici cambiano se stessi. Questo vuol dire che non c'è più potere di rendita per nessuno. Bisogna cambiare tutti". Lo dice il premier Matteo Renzi in un'intervista alla rivista online dell'Agesci, Camminiamo Insieme. Ma di riforme e Italia il premier ha parlato anche con il Financial Times: “Le riforme le faremo, ma l'Italia non ha bisogno di altri che spieghino cosa fare”.

"Per fare bene dobbiamo cambiare tutti" - Il presidente del Consiglio, arrivato a sorpresa sabato a San Rossore al raduno degli scout, ha partecipato anche domenica alla Route nazionale dell’Agesci.

Un estratto del suo intervento sul palco

Nel corso dell’intervista collettiva realizzata per la rivista dell'Agesci, Renzi ha spiegato le difficoltà incontrate finora nel suo “cammino” alla guida del governo: “Le cose da fare sono molto semplici, non c’è da fare cose difficili. E forse proprio perché sono semplici sono difficili da fare. Quello che è più difficile del previsto sono le incrostazioni, le resistenze. Credo che sia stato importante fare la riforma. Se vogliamo fare bene, bisogna cambiare tutti. Da questo punto di vista è più semplice e più difficile del previsto”. Il premier non si sottrae nemmeno a una domanda sulla rottamazione: "I politici devono essere come lo yogurt, a un certo punto devono scadere, non lo puoi fare per sempre. Vale anche per me, per me è già iniziato il conto alla rovescia per essere rottamato".
L’intervista al Financial Times - Di riforme e Italia il premier ha parlato anche in un’altra intervista, che verrà pubblicata lunedì sul Financial Times. “Sono d'accordo con Draghi quando dice che l'Italia ha bisogno di fare le riforme – spiega Renzi – ma come le faremo lo deciderò io, non la Troika, non la Bce, non la Commissione Europea. L'Italia non ha bisogno di altri che spieghino cosa fare”. Il presidente del Consiglio ha assicurato che, nonostante il quadro economico complicato dalla recessione ancora in atto, il 2014 si chiuderà con il rapporto deficit/Pil “al 2,9%”. Certo, più alto di quanto il governo aveva stimato nel Def (la previsione era 2,6%), ma sotto il paletto Ue del 3%, che, dice Renzi, è “una regola vecchia, ma è una questione di credibilità e reputazione”. L'Italia, assicura ancora il premier al FT, ha tutte le chance per farcela: “Porteremo l'Italia fuori dalla crisi: l'Italia ha un grande futuro, le finanze italiane sono sotto controllo e continueremo a ridurre le tasse. Faremo cose rivoluzionarie”.
Alla Stampa: “Non prendo ordini dall’Ue” – Renzi era intervenuto su economia e Europa anche sulle pagine del quotidiano La Stampa (qui la rassegna stampa di Sky TG24): "La frase di Draghi è: se non fa le riforme, l'Italia non è attrattiva per investimenti esteri. Bene: questa è la linea anche mia e di Padoan. Siamo d'accordo, nessun problema. Ma se qualcuno vuole interpretarla e far intendere che l'Europa deve intervenire e dire all'Italia quel che deve fare, allora no, non ci siamo". "Oggi non è l'Europa che deve dire a noi cosa fare. Il Pd ha vinto le elezioni, è il partito che ha preso più voti in Europa, io e il governo siamo usciti più forti dal test di maggio e non abbiamo bisogno di spinte da Bruxelles: minimamente", dice Renzi, secondo cui "sono gli Stati a dover indicare alla Commissione via e ricette per venir fuori dalle secche".

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