Tavecchio, frase sui giocatori stranieri è un caso politico

1' di lettura

Cresce l'indignazione dopo l'uscita del candidato alla presidenza della Figc, che aveva detto: "Qui fanno i titolari quelli che prima mangiavano le banane". "Forte irritazione" di Delrio. Pd e Sel chiedono un passo indietro. Fi e Lega lo difendono

La forte irritazione di Delrio, il passo indietro chiesto da Pd e Sel, lo “sconcerto” di Tommasi, la difesa da parte di Fi, Lega Nord e dei presidenti di Lega Pro, A e B: in mezzo la protesta in Rete e il rifiuto da parte del diretto interessato dell'accusa di razzismo. È bufera su Carlo Tavecchio, dopo lo scivolone nell'intervento all'assemblea dei dilettanti che ha sancito il passo ufficiale del dirigente sportivo nella corsa alla presidenza della Figc. Quella frase sui giocatori stranieri - "Qui fanno i titolari quelli che prima mangiavano le banane" (IL VIDEO) - non poteva certo cadere nel vuoto (L'EDITORIALE SU SKY SPORT). Il giorno dopo, infatti, diventa un caso politico.

Le reazioni della politica - Dal governo, nella persona del sottosegretario alla presidenza del consiglio con delega allo sport Graziano Delrio, arriva la “forte irritazione” per quell'uscita. E dal Pd, arriva a Tavecchio anche l'invito a farsi da parte. "Il caso non dovrebbe nemmeno essere in discussione: la sua candidatura semplicemente non può essere presa in considerazione", dice la vice segretaria dei Democratici, Debora Serracchiani. Amareggiata anche Cecile Kyenge, europarlamentare Pd ed ex ministro per l'Integrazione: "Le parole sono pietre, possono dar luogo anche ad episodi di violenza verbale e fisica". Dura condanna anche da Sel. “Nessuna gaffe. Solo razzismo. Solo ignoranza. Solo volgarità. Questo non può fare il presidente di nulla. #Tavecchiovattene", scrive Nicola Fratoianni, coordinatore nazionale di Sinistra Ecologia Libertà, su Twitter, dove in molti hanno usato lo stesso hashtag.
È Forza Italia, invece, a difendere Tavecchio. "Una polemica esagerata. Montare una campagna antirazzista su una frase di Tavecchio, che peraltro si è scusato, mi sembra un'esagerazione. Invito qualcuno che vedo agitarsi, nel Pd soprattutto, a scendere da cavallo", dice Maurizio Gasparri. E l'europarlamentare Laura Comi: "Non si può crocifiggere un uomo per una frase pronunciata parlando a braccio, nell'emozione del momento". Daniela Santanchè, poi: "Alla sinistra è andato di traverso il brivido patriottico di Tavecchio". "Renzi occuperà di diritto anche la poltrona di Presidente della Federazione Italiana Gioco Calcio. Da domani banane vietate per legge in tutti i negozi", è il commento del segretario della Lega Nord Matteo Salvini.

La difesa di Tavecchio - Tavecchio, intanto, si scusa ma si difende: “Accetto tutte le critiche ma non l'accusa di razzista perché la mia vita testimonia l'esatto contrario. Nel mio discorso in maniera impropria, e per questo mi scuso ancora una volta, mi riferivo al fatto che sono a favore dell'integrazione, ma al contempo rinnovo la necessità di scoraggiare l'utilizzo di calciatori che non migliorano la qualità del nostro campionato. Come scritto nel mio programma elettorale, se sarò eletto Presidente della Figc, la federazione condurrà una politica fattiva contro ogni discriminazione". Frasi che non mitigano, però, l'indignazione. “Sono sconcertato dalla frase su Optì Pobà e le banane. Ma non so se essere ancora più allibito dal silenzio che le ha circondate'', dice il presidente dell'assocalciatori, Damiano Tommasi, che per l'elezione del nuovo presidente si è schierato con lo sfidante, Demetrio Albertini. Tommasi ha detto di aver ricevuto diverse telefonate di protesta da parte di giocatori stranieri e italiani.

I presidenti di Lega Pro, A e B lo difendono - Ma alcuni, anche nel mondo del calcio, difendono Tavecchio. Abodi, capo della Lega di B, gli conferma il sostegno: quella frase "è inaccettabile, inopportuna e infelice”, ma "una frase non fa di una persona un razzista. La demagogia non è una buona medicina. Siamo tutti maestri, educatori e giudici, soprattutto quando ci riferiamo agli altri”. A difendere Tavecchio anche il presidente della Lega di A, Maurizio Beretta: ''La vita di Tavecchio è una continua testimonianza di azioni contro ogni forma di discriminazione. Un intercalare certamente del tutto sbagliato non modifica il giudizio di valore su di lui. Si registrano ancora dichiarazioni che tendono a strumentalizzare per finalità diverse una battuta infelice, priva di qualsiasi connotazione razzista". Parla di strumentalizzazione anche il presidente della Lega Pro, Mario Macalli, che ribadisce il pieno sostegno al candidato presidente. Intanto, la corsa alla presidenza va avanti: giovedì i due candidati, Tavecchio e Albertini, sono attesi dal capo dello sport Giovanni Malagò.

Leggi tutto