Riforme, incontro Pd-M5S. Renzi: "Non siamo così lontani"

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Faccia a faccia tra le due delegazioni. Il confronto è aspro, ma ci sono aperture reciproche. Di Maio: "Le preferenze per noi sono imprescindibili". Il premier: "La riforma si può migliorare". Previsti ulteriori incontri

Novanta minuti di faccia a faccia e, senza bisogno di supplementari o rigori, Pd e M5S si aggiornano a un prossimo incontro, appena archiviato al Senato il dossier riforme. Con reciproca soddisfazione, a quanto pare. Matteo Renzi lascia la Camera segnalando, come aveva fatto in apertura del 'tavolo', i "passi avanti" nel confronto con i 5 Stelle che per parte loro non rinunciano a punzecchiare i democrat sul tasto della lentezza, promettono che non concederanno alibi ma, insomma, senza punte o spigoli. Si chiude così l'atteso confronto, in diretta streaming, tra le due delegazioni su riforme e legge elettorale. E alla fine vi prende parte anche Matteo Renzi, che sino a ieri aveva sostanzialmente escluso la sua partecipazione all'incontro.

Di Maio: "Non si può prescindere dalle preferenze"
- Le danze le apre Di Maio, fissando subito i paletti per il M5S. "Dal nostro punto di vista ci sono punti importanti da cui non si può prescindere", tra cui quello dell'introduzione delle preferenze nella legge elettorale. A lui replica Debora Serracchiani, che ricorda come "ci sono alcuni punti che ci dividono, se non partiamo da quelli è difficile discutere". "La riforma elettorale è maggioritaria o proporzionale, di solito poi le preferenze si accompagnano al proporzionale - spiega il vicesegretario del Pd -. Ma aiutateci a capire se siamo d'accordo  ai punti fondamentali, altrimenti è complicato discutere sui dettagli".

Renzi: "Riforme istituzionali si chiudono in 15 giorni"
- Nella seconda metà dell'incontro, caratterizzato da un confronto a volte anche aspro sui dettagli della legge elettorale, arriva da parte di Matteo Renzi un'apertura: "Non credo che siamo così lontani" nel merito della riforma. Riguardo alla tempistica poi aggiunge che  "se continua l'ostruzionismo, ci vorranno al massimo 15 giorni, da quando si inizia a votare, lunedì prevedibilmente. Il giorno dopo siamo pronti a discutere della legge elettorale al Senato".

Renzi: "Tra noi non c'è il Rio delle Amazzoni" - Il premier poi prosegue spiegando che "tra la nostra proposta e la vostra non c'è il Rio della Amazzoni, c'è un ruscello che non è detto che riusciremo a colmare. Capiremo se nei testi, potremo trovare un punto di equilibrio". Da parte sua Di Maio  avverte che "per noi c'è una deriva sulle riforme: siamo al tavolo per cercare di migliorare. Se ci riusciamo, bene. Perché con i nostri e vostri voti possono diventare legge le preferenze e l'intervento sull'immunità parlamentare".  "Noi vediamo cosa si può fare, se si può trovare un accordo, sono d'accordo con Di Maio che si può migliorare", ha aggiunto Renzi.

Renzi: "Incontro andato bene" - Interpellato da alcuni cronisti al termine dell'incontro Matteo Renzi ha affermato che è andata "molto bene, sono contento". "Il problema - ha però aggiunto - è se "Di Maio "li porta tutti. Vediamo che succede al loro interno". E il portavoce del Pd Francesco Nicodemo su Twitter ha scritto che tra loro e il M5S "non c'è il mare".



Grillo: "I nostri ragazzi sono fantastici" -
Sull'incontro è intervenuto anche Beppe Grillo con un post su Facebook per complimentarsi con la delegazione M5S.



Anci: "Pochi 21 sindaci al Senato" -
Poco prima dell'incontro, era arrivata una netta presa di posizione da parte dell'Anci, l'associazione dei Comuni Italiani, che "considera insoddisfacente la previsione di partecipazione di 21 sindaci al nuovo Senato - ha detto il presidente dell'Associazione ed ex segretario Ds Piero Fassino - Questo numero è inadeguato rispetto al dovere di rappresentare oltre 8 mila Comuni".

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