Renzi scrive al M5S: "Chiudere sulle riforme entro il 2015"

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Il Pd propone un incontro col Movimento tra giovedì e venerdì e detta i tempi: "Entro il 2014 la legge elettorale, nel 2015 le riforme istituzionali". Poi apre a modifiche sull'immunità parlamentare dei senatori: "La vostra posizione è seria". VIDEO

Nel giorno dell'approdo in aula a Palazzo Madama della legge di riforma del Senato, il premier Renzi risponde al M5S sul patto per le riforme e detta i tempi.
"Siamo d'accordo nell'incontrarci di nuovo e vi diamo la disponibilità per le giornate di giovedì o venerdì. Va bene presso la Camera, va bene in streaming, fateci
sapere" si legge nella lettera dei democratici. Un invito a cui i grillini, fa sapere Luigi Di Maio, risponderanno martedì.


Renzi detta i tempi - "Entro il 2014 la legge elettorale, nel 2015 le riforme istituzionali", è poi il timing con cui il leader Pd avverte non solo il Movimento 5 Stelle ma anche sia chi tra i democratici si prepara alla madre di tutte le battaglie, l'Italicum, sia gli alleati, come Angelino Alfano.

L'incontro senza Beppe Grillo - Renzi non ha alcuna intenzione di venire meno al patto del Nazareno, ma è consapevole che Silvio Berlusconi, tra problemi giudiziari e mal di pancia interni, potrebbe in ogni momento strappare l'accordo. Per questo il premier tiene aperta la porta del confronto con M5S, porta che si aprirà  tra giovedì e venerdì quando Renzi tornerà ad incontrare, in streaming, i grillini senza Beppe Grillo che ha fatto sapere che non parteciperà all'incontro.

Nelle pieghe della lettera del Pd a M5S è chiaro che l'apertura al dialogo "con quanti di voi vogliono il confronto" non esclude la lotta politica, come quanto Renzi evidenzia l'incoerenza tra l'annuncio M5S delle barricate in Aula e il fatto che in un analisi di merito i grillini non condividono solo il punto dell'elezione indiretta dei consiglieri regionali. O come quando, battendo il tasto della governabilità, esclude maggioranze ballerine, "in balia dell'aspirina o - ironizza - se la citazione vi ricorda qualcuno, del Maalox", cioè quello che si prese Beppe Grillo per "digerire" la sconfitta alle elezioni europee.

"Pronti a discutere sull'immunità parlamentare" - Sull'immunità parlamentare il premier fa capire che si cambierà probabilmente quando la riforma del Senato arriverà alla Camera. O quanto meno che lui è disposto a farlo. "La vostra posizione è seria e noi non guardiamo in faccia nessuno come dimostra che abbiamo votato per l'arresto di nostri colleghi", assicura Renzi. Che invece sulla legge elettorale apre a modifiche solo su due aspetti: l'entità del premio di maggioranza e l'assegnazione del premio alla lista o alla coalizione vincente. "Porremo la vostra legittima considerazione all'attenzione anche degli altri partiti", resta comunque la condicio sine qua non.
Di modifiche sostanziali sulla soglia di sbarramento, ora al 4,5%, invece, non se ne parla, lascia intendere il premier.

Martedì sera l'incontro oi frondisti del Pd - Martedì sera, dopo aver evitato in mattinata lo scontro frontale con i senatori frondisti, il premier riunirà deputati e senatori per rinfrescare l'orizzonte riformista dei mille giorni del governo. "Non possiamo permetterci di frenare o deragliare ne va della credibilità dell'Italia nella partita più ampia dell'Europa", è il mantra del premier che mercoledì cercare a Bruxelles di assicurare a Federica Mogherini il posto di commissario agli affari Esteri in Ue. Per poi attrezzarsi per la battaglia piu' importante sulla flessibilità, determinante per dare fiato sul versante dei conti al governo.

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