Senato, da lunedì in Aula il testo approvato in Commissione

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Le votazioni sulla riforma di palazzo Madama inizieranno da mercoledì 16. Le opposizioni annunciano battaglia. Martedì Grillo in piazza a Roma. Salvini: “Le mezze misure di Renzi non servono”. Alfano: "Daremo battaglia sulle preferenze"

Le riforme costituzionali non sono ancora state approvate dall'Aula del Senato, ma già cominciano ad essere scalzate dalla legge elettorale nel dibattito politico. "Daremo battaglia sulle preferenze - annuncia Angelino Alfano - è ridicolo che qualche partito si opponga al diritto dei cittadini di preferire un deputato, dopo che ha dato la sua preferenza per comuni, Regioni ed Europa. Perché no per il Parlamento? Per dare potere alle segreterie dei partiti di scegliere i parlamentari? Diremo no". Intanto lunedì il testo della riforma del Senato arriva in Aula per la discussione generale. Le votazioni inizieranno da mercoledì. Probabilmente non si riuscirà a chiudere la prossima settimana e si arriverà a fine mese. Le opposizioni annunciano battaglia.

La senatrice M5s Barbara Lezzi annuncia su Facebook la presenza di Beppe Grillo a Roma martedì



Salvini: “Le mezze misure di Renzi non servono” -
“Sulle riforme l'importante è capire che fa Renzi perché un giorno è qui e un altro è là”, dice Matteo Salvini confermando comunque la disponibilità della Lega: “Noi ci stiamo - aggiunge - se si difendono le autonomie locali il territorio e il lavoro, se vogliono riportare tutto allo Stato noi faremo le barricate”. Sul Senato il segretario della Lega ribadisce: “Se serve deve essere eletto, se non serve deve essere chiuso. Le mezze misure alla Renzi, come per le province - conclude Salvini - non servono a nessuno”.

Le parole di Salvini




Vendola: “In autunno riprendere il discorso con il Pd” - Apre invece al dialogo Nichi Vendola: “Penso che per il prossimo autunno il senso dell'esistenza di Sel sia quello di avere i piedi ben piantati nel dolore dell'esistenza sociale, anche per riprendere un discorso di cambiamento vero con il Partito democratico”. A proposito dell'Italicum, Vendola denuncia invece una “dittatura della maggioranza”.

Le parole di Vendola

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