Dissesto idrogeologico, Palazzo Chigi: 3300 opere entro 2015

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Presentata la nuova task force che mira a mettere in sicurezza il territorio. Secondo i dati diffusi dal Governo, lo Stato sborsa ogni anno 3,5 miliardi per danni e risarcimenti da frane e alluvioni e l'81,9% dei comuni ha aree a rischio

Una task force contro il dissesto idrogeologico incaricata di mettere in cantiere, e concludere entro il 2015, oltre 3.300 opere anti-alluvione previste negli anni passati ma mai realizzate. A dare l'annuncio a Palazzo Chigi il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Graziano Delrio e l'ex sottosegretario alle Infrastrutture Erasmo D'Angelis, che guiderà la "struttura di missione" del governo.

81,9% dei comuni ha aree in dissesto idrogeologico - Secondo i dati diffusi dal governo per l'occasione (I DATI, L'INFOGRAFICA), "l'81,9% dei comuni (6.633) ha aree in dissesto idrogeologico", ed è pari a 3,5 miliardi l'anno il costo pagato dallo Stato dal 1945 ad oggi per danni e risarcimenti da frane e alluvioni. Complessivamente, gli interventi previsti dal 2009 sono di 3.395 cantieri. Ma fino ad oggi, dice Palazzo Chigi, solo 109 opere sono state concluse, mentre 631 sono ancora in fase di esecuzione e il resto sono ferme, "in fase di progettazione o di affidamento o non ancora finanziate e comunque ancora molto lontano dalla fase di cantiere".

L'accelerazione dell'emergenza
- Palazzo Chigi sottolinea inoltre come l'emergenza idrogeologica nel nostro Paese abbia subito un'accelerazione negli ultimi anni. "Dai 100 eventi meteo con danni ingenti l'anno registrati fino al 2006 - spiega De Angelis - siamo passati al picco di 351 del 2013 e a 110 nei soli primi 20 giorni del 2014. Da ottobre 2013 all'inizio di aprile 2014 sono stati richiesti dalle Regioni 20 Stati di emergenza con fabbisogni totali per 3,7 miliardi di euro".

Lo spettro delle sanzioni Ue - La nota della presidenza del Consiglio sottolinea inoltre come la Commissione Europea abbia già stabilito sanzioni nei confronti dell'Italia per diverse centinaia di milioni l'anno per mancata depurazione di scarichi urbani. Tali sanzioni potrebbero essere ridotte o cancellate solo se le opere previste saranno realizzate entro dicembre 2015.

Le risorse - Negli intenti del governo, la task force guidata da D'Angelis dovrà coordinare tutte le strutture dello Stato coinvolte e investire 2,4 miliardi di euro bloccati dal 1998 "per ridurre stati di emergenza territoriali", oltre a 1,6 miliardi stanziati nel 2012 con una delibera Cipe "per opere urgenti di fognature e depuratori nelle Regioni del Sud".

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