Riforme, Di Maio apre: otto sì su dieci alle proposte del Pd

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Il vicepresidente della Camera M5S conferma per lunedì l’incontro con il premier: "Sarà un’opportunità storica". Bonafè a SkyTG24: "Ci dicano cosa vogliono e siamo pronti a sederci al tavolo". Serracchiani sulle fibrillazioni interne: "Non ci fermeranno"

Otto sì su dieci alle proposte del Pd. Alla vigilia dell’incontro, che Di Maio conferma, tra il Movimento 5 Stelle e il Partito democratico, Luigi Di Maio apre e sottolinea che il confronto con il premier sarà “un’opportunità storica per cambiare l'Italia”.
Anche l'eurodeputato del Pd Simona Bonafè, intervistata a Sky TG24, conferma che "l'incontro è in agenda". Ma aggiunge: "Ci dicano cosa vogliono e siamo pronti a sederci intorno a un tavolo" (VIDEO). E ancora: "Il Paese ci chiede le riforme e ci chiede di farle in fretta. Per cui mi auguro prevalga il senso di responsabilità. Di riforme abbiamo discusso abbondantemente, in special modo nel nostro partito ed è sempre prevalsa a larghissima  maggioranza l'adesione a quanto proposto dal presidente del Consiglio".
Sulle fibrillazioni interne al Pd, proprio legate al tema delle riforme, interviene intanto la vicesegretaria nazionale del partito Debora Serracchiani che, in un’intervista all’Avvenire, assicura: “Non ci fermeranno”. E sottolinea: “A Bersani non piacciono queste riforme? Noi come nuova classe dirigente democratica chiediamo con forza la collaborazione di chi ci ha preceduto, ma non gli permetteremo di frenare". Dalle pagine del Corriere della Sera, il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan punta l’attenzione sulla “misurabilità delle riforme” e difende l’operato del governo: “Le riforme le stiamo facendo, la flessibilità che chiediamo è già nelle regole”.

Di Maio: “Doppio turno e premio maggioranza? Non contrari a prescindere” - In un’intervista al Corriere della Sera, il vicepresidente della Camera M5S spiega che sulla legge elettorale “stiamo mettendo a punto e porteremo una proposta che modifica il Democratellum e sarà una svolta che non potranno rifiutare". Quanto al doppio turno e al premio di maggioranza "non siamo contrari a prescindere". L'estensione dei collegi? "Siamo disposti a rinunciarci, a patto che una norma più stringente escluda - eccetto per i reati d'opinione - i condannati dal Parlamento". Di Maio si dichiara poi "d'accordissimo" con la richiesta del Pd di un controllo preventivo della nuova legge elettorale da parte della Consulta "ma con i tempi e modi che hanno proposto non si può fare". Per il vicepresidente, "ci sono anche altri punti che si possono affrontare. L'abolizione del Cnel, per esempio, per noi è scontata". Quanto al Senato "abbiamo appoggiato il ddl Chiti che già prevedeva quanto ci propone il Pd: una camera che non esprime la fiducia e non vota il bilancio. Bisogna fare però una riflessione sul perché e in quali condizioni". Ma è netto sul Senato elettivo: "Non vogliamo un Senato di nominati”.

Serracchiani: “Riforme cruciali per cambiare l’Ue” - Sul fronte Pd, in un’intervista ad Avvenire, Debora Serracchiani si sofferma sul legame tra crescita e riforma della legge elettorale e del Senato: "Sono riforme che danno in Europa l'immagine di un Paese che torna competitivo, che sa decidere". "Per ottenere ciò che ci occorre per la crescita abbiamo bisogno di un pacchetto di riforme ben avviato per imporre quei margini di flessibilità che ci servono per crescere. Le riforme non servono a Renzi, servono all'Italia." Quanto alla non elettività del Senato, "fa parte della ratio della riforma. Abbiamo una Camera elettiva che dà la fiducia al governo e un Senato che rappresenta le autonomie e i territori. E i rappresentanti delle regioni e dei comuni sono già stati scelti dai cittadini, non c'è bisogno di votare un'altra volta".

Cuperlo: “Nel Pd no guastatori, ma si ascoltino tutti” - Sulle fibrillazioni interne al Pd Gianni Cuperlo, leader di Sinistra Dem, una delle correnti del Pd, si scrolla di dosso i sospetti di sabotaggio e insiste sulle correzioni all’Italicum: "Non c'è un fronte dei guastatori nel Pd che punta al disastro. Togliamo di mezzo questa immagine e si ascoltino le ragioni di ciascuno...". E ancora: "Sulle riforme per me c'è una sola parola d'ordine: correre per rispettare i tempi. Però servono buone riforme perché in gioco è l'assetto della nostra democrazia", scrive in una nota.

Giustizia, Orlando: “Riforma senza accordi sottobanco” - Il Guardasigilli Andrea Orlando parla invece, in un’intervista a la Repubblica di riforma della giustizia. "Ci confronteremo con tutti. Ma non ci sono ne' tavoli separati, ne' accordi sotto banco. Se le forze di opposizione "daranno indicazioni, le accoglieremo solo se le condivideremo, altrimenti manterremo le nostre posizioni di fronte al Paese". Ed esclude un 'inciucio' con Silvio Berlusconi: "Nei colloqui in Parlamento con Forza Italia abbiamo registrato solo indicazioni di carattere generale, ma nessuna richiesta d'intervento specifico".

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