Renzi contro i tecnocrati. Padoan: rispetteremo le regole Ue

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Il premier chiede di evitare che il Vecchio Continente diventi patria di banchieri e burocrati. Il ministro dell'Economia assicura: le misure chieste dall'Europa sono quelle che stiamo facendo. E aggiunge: non servirà una manovra correttiva

"L'Europa non può diventare la patria delle burocrazie e delle banche, dobbiamo difenderla dall'assalto della tecnocrazia". Renzi da Bolzano ha rincarato la dose dopo gli attacchi della Bundesbank e dalle pagine del Corrire della Sera (la rassegna stampa), gli fa eco il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan che, in vista dell'Ecofin di martedì 8 luglio, assicura: le misure chieste dall'Europa sono quelle che stiamo facendo. E aggiunge: basta sospetti, non servirà una manovra correttiva. 

Padoan: rispetteremo le regole - Il titolare del Tesoro solleva poi la questione della "misurabilità delle riforme": la flessibilità, dice, "finora è stata usata con parsimonia anche perché è mancato un chiarimento su quale sia l'impatto delle riforme sulla crescita. Su questo vogliamo lavorare". Sui criteri di misurazione delle riforme, afferma il ministro, "a livello tecnico il dibattito è aperto da tempo". "Si tratta di mettersi d'accordo sui criteri". E al giornalista che gli chiede se l'applicazione di nuovi metodi di misurazione delle riforme possa portare ad un percorso più graduale di rientro del debito risponde: "La deviazione temporanea dal sentiero di convergenza verso il pareggio strutturale è già ammessa, ove un Paese implementi le riforme strutturali". Ma il presidente Barroso, continua Padoan, "qui a Roma l'ha detto con chiarezza sorprendente: il Paese che implementa, dico implementa, le riforme strutturali ha un costo nel breve termine, dunque ha bisogno di più tempo per raggiungere gli obiettivi". E a SKy TG24 interviene il sottosegretario alla presidenza del consiglio Sandro Gozi, che spiega: se le riforme sono serie si possono avere allungamenti nei termini di rientro dal debito. VIDEO

Dati deludenti del Pil - Quanto alle stime del Pil del secondo trimestre, inferiori alle attese, dice: "I dati del primo trimestre sono stati deludenti non solo per l'Italia ma per quasi tutta l'Europa e gli Usa". In merito alle privatizzazioni di Eni e Enel non esclude ulteriori cessioni: "E' un'ipotesi al vaglio". Infine si sofferma sui pagamenti dei debiti della P.a. alle imprese: "Faremo in modo che l'arretrato possa essere assorbito entro l'anno".

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