Napolitano: "Italia è finita senza il lavoro per i giovani"

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Il presidente della Repubblica, in visita in Friuli Venezia Giulia a 100 anni dallo scoppio della Grande Guerra: “E’ assolutamente necessario sradicare i nazionalismi aggressivi e bellicisti dando vita ad un processo di integrazione e unità dell'Europa”

"Se non trovano lavoro i giovani, l'Italia è finita". E' la risposta che il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, in visita a Monfalcone, ha dato ad un ragazzo che tra la folla gli chiedeva se ci fosse la speranza di trovare un’occupazione. Il Capo dello Stato, nel corso della sua visita in Friuli Venezia Giulia a 100 anni dallo scoppio della Grande Guerra, ha poi fatto una riflessione sull’Europa. “Dal ricordo della Prima guerra mondiale viene una presa di coscienza dell'assoluta necessità di sradicare i nazionalismi aggressivi e bellicisti dando vita ad un progetto e concreto processo di integrazione e unità dell'Europa". Questa riflessione "deve essere posta al centro di commemorazioni unitarie della Grande Guerra nella Unione". Una Guerra da cui, ha sottolineato Napolitano, “uscì trasformata socialmente e moralmente".

"Le istituzioni e la cultura dell'Europa dovrebbero evitare un anacronistico riprodursi di antiche polemiche sulle responsabilità a cui far risalire lo scatenarsi dell'immane, sanguinosissimo e distruttivo scontro. Il punto di partenza della nostra riflessione e rinnovata analisi critica, deve essere piuttosto il quadro degli opposti interessi e disegni egemonici che alimentarono l'età, non solo dello sviluppo di Stati nazionali in via di modernizzazione, ma dei nazionalismi e delle vecchie e nuove presunzioni imperiali" ha continuato Napolitano. Nel suo discorso il Presidente ha voluto ricordare "come ho già fatto una volta", la figura e la testimonianza del padre, "ufficiale di complemento al fronte, che scrisse di quei fanti in trincea, che non si svestivano da mesi e da un momento all'altro dovevano salire alla contesa linea di Monte Valbella". Napolitano ha precisato che volle "ricordarli impegnati nella estrema, pietosa mansione di tracciare scavare comporre, nel luogo che pareva più coperto, tombe per i resti per i poveri caduti”.

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