Riforme, malumori nei partiti dopo incontro Renzi-Berlusconi

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Crescono i mal di pancia dentro Pd e FI dopo il faccia a faccia tra i due leader che ha rilanciato il patto del Nazareno. Al centro del dibattito la legge elettorale e il nuovo Senato. In dubbio, intanto, il colloquio di lunedì tra democratici e M5S

Senato, Titolo V, legge elettorale: la corsa alle riforme entra nel rush finale e il presidente del Consiglio Matteo Renzi scommette sulla riuscita del suo progetto. Gli fa eco Silvio Berlusconi, che invita i suoi a sostenere "convintamente" il disegno di revisione costituzionale. I mal di pancia, però, non mancano né a destra né a sinistra. E, dopo il colloquio tra il premier e il leader di Forza Italia per rinsaldare il patto del Nazareno, rischia di saltare l’incontro tra i democratici e il Movimento 5 Stelle previsto per lunedì.

I malumori nel Pd - Renzi lancia il suo messaggio di fiducia nel corso della conferenza stampa a Villa Madama con il presidente della commissione europea Manuel Barroso: con il “progetto di riforme dei mille giorni, l'Italia vedrà un grande restyling complessivo", assicura. Ma la pace renziana tra le anime interne al Pd comincia a scricchiolare. Pier Luigi Bersani, ad esempio, ribadisce che la legge elettorale così com’è non va: “Semplificazione non significa democrazia funzionante. No a regimi padronali”.


Anche Gianni Cuperlo torna a chiedere modifiche all’Italicum. L'obiettivo delle critiche, assicurano bersaniani e cuperliani, non è bloccare le riforme ma far risuonare un campanello d'allarme su un "nodo spinoso", prima che Renzi blindi in maniera irreversibile l'accordo sulle liste bloccate con Silvio Berlusconi. Renzi per ora non risponde direttamente. Ma lascia che a parlare sia Lorenzo Guerini: "Si è già più volte svolto un ampio e approfondito dibattito all'interno del Pd" su Senato e legge elettorale "e un'ampia maggioranza ha indicato la strada", dice il vicesegretario. E, aggiunge, il dibattito "non deve diventare l'occasione per frenare".

Berlusconi: “FI sostenga le riforme” - Ancora più marcato il disagio dentro Forza Italia. Berlusconi non ha mai avuto dubbi: le riforme vanno approvate e non deve essere Forza Italia a mettere in discussione il patto del Nazareno. Ma nella riunione fiume con i parlamentari azzurri non sono mancate le tensioni e i malumori sulla riforma del Senato. Tanto che l'ex premier ha deciso di prendere carta e penna e ribadire ancora una volta la sua decisione: "Forza Italia sostenga convintamente le riforme", è la richiesta sotto forma di "invito" che il Cavaliere rivolge alle sue truppe in Parlamento. E per venire incontro a chi nel partito lamenta una posizione eccessivamente “appiattita” su Renzi, l'ex capo del governo ha precisato che "il dialogo" con il Pd si ferma alle riforme mentre su tutto il resto, come economia e giustizia, "Forza Italia resta all'opposizione". Ora i riflettori sono puntati sui dissidenti, come Augusto Minzolini (IL VIDEO), chiamati a decidere se andare contro il volere del capo oppure allinearsi.
Ncd: “Italicum incostituzionale” - L'incontro di giovedì tra Berlusconi e Renzi ha messo in agitazione anche l'Ncd, che insiste sulle preferenze. Dal Nuovo centrodestra arriva un avvertimento al governo sulla nuova legge elettorale. Renato Schifani sottolinea che "al Senato l'Italicum dovrà essere modificato". Così com’è stata approvata dalla Camera "la norma - scrive il responsabile del programma Ncd - rischia di essere incostituzionale”.

In dubbio l’incontro Pd-M5S - E il rinsaldato asse tra Renzi e Berlusconi potrebbe mettere in crisi anche il dialogo tra Pd e M5S sulla legge elettorale. I grillini danno per sicuro l’incontro di lunedì con i democratici, ma a mettere in dubbio l’appuntamento ci pensa il vicesegretario Pd Debora Serracchiani: “Noi abbiamo scritto una lettera al M5s con dieci domande importanti, dieci punti dirimenti, sui quali attendiamo una risposta prima di affrontare un nuovo incontro”.

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