Riforme, scontro su immunità. Boschi: soluzione ragionevole

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Il ministro: "Dibattito ingeneroso. Non ne farei una questione dirimente". Scambio di accuse tra le forze politiche. Pd: anche dal M5S emendamenti per reintrodurre la norma per i senatori. Mercoledì vertice tra il Movimento di Grillo e i Dem

Dopo aver posto le basi della riforma del bicameralismo "non ci fermeremo sul tema dell'immunità: troveremo una soluzione ragionevole in Parlamento". Così il ministro Maria Elena Boschi alla festa dell'Unità di Roma. Il governo, sottolinea, "non ha una posizione pregiudiziale" anche se nel suo ddl non c'era immunità per i senatori. E precisa: "Limitare il dibattito sulle riforme al tema dell'immunità per i senatori mi sembra ingeneroso per il lavoro fatto nel confronto tra i partiti in Parlamento su una riforma che prevede di cambiare completamente il bicameralismo perfetto e il rapporto tra Stato e Regioni". (VIDEO)

Scintille su immunità - L'immunità per i senatori, contenuta negli emendamenti dei relatori, continua intanto a dividere, creare imbarazzo, alimentare lo scontro. Con il Pd che accusa i 5 Stelle di essersi scagliati a parole contro il ripristino dell'immunità ma di averla però proposta sotto forma di emendamento prima che arrivasse il testo dei relatori. D'altra parte, il M5S non è stato il solo a muoversi in quel senso: emendamenti per il mantenimento integrale dell'art.68 della Costituzione (quello che appunto prevede l'immunità parlamentare) sarebbero stati presentati da quasi tutti i gruppi a Palazzo Madama. A conferma che il nodo c'è, ed è destinato ad entrare negli incontri che, sulle riforme, il Governo terrà nei prossimi giorni.

Emendamenti su immunità presentati da quasi tutti - Anche se l'immunità non è l'unico nodo ancora da sciogliere, le garanzie previste nell'art. 68 continuano a scatenare il dibattito. Il senatore dem Francesco Russo replica agli attacchi del M5S osservando come tra i firmatari degli emendamenti che chiedevano di ripristinare l'immunità ci fossero anche i grillini. Pronta la risposta dei senatori 5 Stelle, che accusano Russo di "giocare alle tre carte": il loro emendamento, spiegano, voleva sì l'immunità, ma solo nel caso in cui fosse restato il Senato elettivo. E in tutta risposta, i cinque stelle annunciamo un nuovo emendamento con cui si propone che i membri del nuovo Senato eletto dalle regioni possano contare solo sulla garanzia di non essere perseguiti per le opinioni espresse (la cosiddetta "insindacabilità"), cancellando invece l'immunità per l'arresto e le perquisizioni.
Il  botta e risposta si consuma proprio mentre Beppe Grillo incontra i parlamentari 5 Stelle per fare un punto in vista dell'incontro di mercoledì tra i capigruppo pentastellati e quelli dem, con la possibile partecipazione di Matteo Renzi.

Dibattito anche nel Pd - Ma l'immunità continua ad alimentare il dibattito anche nel Pd. Anna Finocchiaro si dice "disgustata" dallo scaricabarile scatenatosi su un tema sul quale Boschi aveva sottolineato l'iniziale contrarietà del Governo. E mentre c'è chi osserva come il Governo stia cercando un modo per uscire da "questo pasticcio", da Pippo Civati arriva un invito a Renzi: quello di tener conto delle opinioni di un 1/5 del gruppo Pd al Senato. 

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