Riforme, Boschi apre a Lega e M5S. Ma spunta nodo immunità

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Il ministro delle Riforme dice sì al dialogo: "Importante ci sia un consenso ampio, no a colpi di maggioranza". Ma avverte: "Non si può buttare via il lavoro di mesi". Polemica per l’immunità ai senatori. Calderoli: "Togliamola anche ai deputati"

Il Pd va avanti sulle riforme, ma resta aperto il dialogo anche con quelle forze che, oggi, scelgono di collaborare: Maria Elena Boschi, ministro per le Riforme, apre a "possibili ripensamenti da parte di Lega e Movimento 5 Stelle" auspicando che le riforme non vengano fatte a colpi di maggioranza. Sui tempi, spiega il ministro, il voto finale dovrebbe arrivare per la fine di luglio.
Ma proprio a pochi metri dal traguardo sembrano spuntare nuove grane per l'impianto della riforma, come il problema sollevato da alcuni relativo all’immunità: concederla o meno anche ai futuri senatori? "E' una proposta dei relatori vedremo che accadrà in seguito", taglia corto il ministro. Ma uno dei relatori, Roberto Calderoli, rilancia: "Se non piace l'immunità, allora togliamola tanto ai senatori che ai deputati: tutti uguali ai comuni cittadini".

Boschi: "No a colpi di maggioranza" - "Sulle riforme e la legge elettorale - ha spiegato il ministro Boschi - si cerca di lavorare oltre la maggioranza con Forza Italia; se la Lega ci sta, siamo contenti. Stiamo facendo un processo di riforme con un partito che rappresenta milioni di cittadini e che siede in parlamento. Un lavoro che, a differenza del passato, non vuole andare avanti a colpi di maggioranza, né sulla legge elettorale né sulle riforme costituzionali. E' giusto che ci sia, invece, un consenso ampio. Il Pd - ha aggiunto - si è rivolto a tutti i partiti, ma fino ad oggi solo Forza Italia dell'opposizione ha deciso di partecipare. Se ci sono stati dei ripensamenti da parte di Lega o Movimento 5 Stelle, ne siamo felici, perché c'è un dialogo aperto anche con loro. Ci confronteremo - ha precisato il ministro - ma non si può buttare all'aria il lavoro di mesi che ha coinvolto tutto il parlamento".

Votazione finale per fine luglio
- Per quanto riguarda la questione delle preferenze, Boschi ha spiegato che si tratta di "un punto aperto nel nostro partito, ma la scelta più importante di tutte è quella di fare una legge elettorale, dopo averne avuta una che poi è stata dichiarata illegittima". "Si può discutere di tutto - ha aggiunto - ma spesso i soggetti che appoggiano una scelta diretta dei cittadini riconoscono anche ai partiti una capacità di selezione di chi va in Parlamento, come dimostrato dall'esito delle primarie". Sui tempi, Boschi ha aggiunto che "ci sono riforme costituzionali che ieri hanno fatto un passo positivo verso l'accordo" e si va "verso la votazione finale nel mese di luglio". Riguardo alla discussa reintroduzione dell'immunità per i senatori, prevista dagli emendamenti depositato dai relatori Finocchiaro e Calderoli, la Boschi ha spiegato che "è una proposta dei relatori vedremo che accadrà in seguito".

Boschi: "La Thatcher nostro paradigma negativo" - Boschi non ha mancato inoltre di rispondere a chi accusa il governo di voler bypassare le parti sociali. "La Thatcher è il nostro paradigma negativo, non possiamo fare a meno della società civile e dei corpi intermedi" ha spiegato il ministro delle Riforme. "Abbiamo cercato un metodo di consultazione e dialogo con i corpi intermedi - ha detto - non abbiamo mai pensato di bypassarli, ma chiesto loro uno sforzo di non essere burocratizzati o autoreferenziali, come a volte sono stati i partiti. Anche da parte dei sindacati ci sono state risposte positive. Poi però è la politica che deve fare le scelte e prendersi le responsabilita'".

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