Riforme, mercoledì a Montecitorio l'incontro tra Pd e M5S

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"Non si cambia partner all'ultimo, modifiche solo se condivise da Fi", spiega però il ministro Boschi. I 5 stelle: "Ci confronteremo con i dem in quanto forza parlamentare". Depositati emendamenti Calderoli e Finocchiaro. Renzi: "Ottimo punto di arrivo"

Si terrà mercoledì 25 giugno alla Camera l'incontro tra il Partito Democratico e il Movimento 5 Stelle su legge elettorale e riforme. Martedì il premier e segretario dem Matteo Renzi deciderà, insieme con i capigruppo, la delegazione che rappresenterà il partito all'incontro.
Nella giornata di venerdì 20 giugno il ministro per le Riforme Maria Elena Boschi ha chiarito: "Esiste un accordo fra le forze di maggioranza e Fi ed eventuali modifiche saranno prese in considerazione solo se ci sarà condivisione con chi ha già contribuito a questo percorso". "Non si cambia partner all'ultimo momento in percorso", ha aggiunto.

Depositati gli emendamenti - Intanto i relatori alle riforme, Anna Finocchiaro e Roberto Calderoli, hanno depositato gli emendamenti in Commissione Affari Costituzionali che recepiscono l'accordo tra maggioranza, FI e Lega.
Renzi nella serata di venerdì ha commentato così con i suoi: "Il Senato non sarà elettivo. Infrastrutture, energia, commercio con l'estero, promozione turistica sono materie che passano dalle Regioni allo Stato, il Cnel viene abolito, le indennità dei consiglieri regionali diventano come quelle dei sindaci. Si tratta di un ottimo punto di arrivo".

I 5 stelle: "Confronto con Pd in quanto forza parlamentare" - E dal fronte 5 stelle non mancano le reazioni. Tra tutte, quella sul blog di Grillo, con la quale si riponde alla lettera scritta dal premier, in cui si invitavano i deputati pentastellati a confrontarsi sulle riforme.
"Ringraziamo Matteo Renzi per l'invito - si legge - All'incontro del 25 giugno parteciperà una delegazione del Movimento 5 Stelle composta dai capigruppo di Camera e Senato, Giuseppe Brescia e Maurizio Buccarella, e dai deputati Danilo Toninelli e Luigi Di Maio. Vorremmo confrontarci con il Partito democratico, in quanto forza parlamentare".


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