Autoriciclaggio e daspo: stretta del governo su corruzione

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Dopo le inchieste su Expo e Mose, l'esecutivo prepara un pacchetto di riforme. Ma il ministro della Giustiza Orlando avverte: "Non esiste la bacchetta magica". Nel Cdm di venerdì il dl sull'Esposizione Universale del 2015

Autoriciclaggio, falso in bilancio, Daspo a politici e imprenditori corrotti: il governo stringe su un pacchetto riforme anti-corruzione che, sull'onda degli scandali Expo e Mose si fa di giorno in giorno più urgente.
L'intelaiatura degli interventi che il governo si appresta a mettere nero su bianco è già a buon punto e potrebbe approdare già nel Consiglio dei ministri immediatamente successivo a quello che venerdì varerà il dl sull'Expo.
I tempi, insomma, si preannunciano stretti, anche perchè sono in tanti a chiedere un giro di vite a Matteo Renzi, a partire dal vicepresidente del Csm Michele Vietti che con riferimento anche al dl sull'Expo, inoltra il suo appello: "Basta annunci".

In arrivo anche il Daspo per i politici - E agli annunci - assicura Palazzo Chigi - il governo presto farà seguire i fatti. Intervenendo alla manifestazione 'Left Wing', organizzata dai Giovani Turchi Pd, il responsabile della Giustizia, Andrea Orlando, spala via ogni dubbio e sottolinea come, sul tema della corruzione, i "punti deboli del sistema legislativo siano autoriciclaggio e falso in bilancio, metodo attraverso il quale si fa provvista della tangente".
E' lì che il governo interverrà, non solo con quel Daspo verso i corrotti più volte evocato dal premier Renzi, ma introducendo il reato di autoriciclaggio e reintroducendo quello di falso in bilancio. Oltre ad un inasprimento delle pene per corruzione e concussione.

Il ministro Orlando: "Non esiste la abcchetta magica" - "Non esiste la bacchetta magica", ammette il Guardasigilli tornando anche sulla volontà dell'esecutivo di allungare i termini di prescrizione e precisando come le norme sulla prevenzione della 'Severino' "siano buone", ma ricordando che non sono mai state applicate.
Resta da vedere come i provvedimenti del Cdm si intersechino con il ddl Anticorruzione che sarebbe dovuto approdare in Aula al Senato nei prossimi giorni. L'esame dell'Aula, tuttavia, è stato rinviato all'ultima settimana di giugno dalla Conferenza dei capigruppo di Palazzo Madama, col solo voto contrario del M5S. Si attenderà, quindi, il pacchetto di norme del Governo, per vedere poi come far 'dialogare' i due testi.

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