Responsabilità toghe, governo battuto su emendamento Lega

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Inasprite le misure nei confronti dei magistrati. L'esecutivo sotto di sette voti su una proposta del Carroccio. Cinque Stelle attaccano: "Berlusconi gioirà". Renzi: "Una tempesta in un bicchier d'acqua". Napolitano: "Indipendenza non è un privilegio"

È passata alla Camera, con voto segreto, la modifica alla legge comunitaria che introduce la responsabilità civile dei magistrati, con 187 sì e 180 no. Il testo, che prevede norme più rigide in caso di errori dei giudici, è stato presentato dalla Lega. Contrario alla modifica il Partito Democratico, mentre il M5S, così come diversi deputati di Sel, ha optato per l’astensione. In serata sulla legge è intervenuto anche il Presidente Napolitano, sottolineando che "l'indipendenza non è un privilegio". A ridimensionare la questione è il premier Renzi che dalla Cina dice "è una tempesta in un bicchier d’acqua".

La proposta della Lega - Il Carroccio ha proposto lo scrutinio segreto su una modifica all’articolo 26 che introduce nella legge europea oltre alla responsabilità indiretta dello Stato per gli errori giudiziali anche una responsabilità civile diretta personale del singolo magistrato di cui si è accertato un comportamento colpevole.


Lo stop in commissione Giustizia al Senato - La legge 117 del 1988 sulla responsabilità civile dei magistrati non prevede attualmente il risarcimento dei danni da parte dello Stato nel caso di "manifesta violazione" del diritto europeo. Ed è proprio questa la lacuna che punta a colmare la Comunitaria 2013. Su questo punto l'Italia era già stata condannata dalla Corte Ue nel 2011, ma la sentenza da allora non è stata ancora attuata.

Forza Italia: "Governo genuflesso sulla corporazione dei magistrati" - Esulta la deputata di Forza Italia Jole Santelli, secondo cui "l’assemblea, a scrutinio segreto, espressione di libertà e protetto dalla Costituzione, ha ribaltato totalmente la volontà della maggioranza e del governo. Adesso prendano atto che la genuflessione e l’ipocrisia verso la corporazione dei magistrati non è nelle corde del Parlamento e dei cittadini italiani. Questa proposta è stata rivendicata da Fi, M5s e dalla Lega che l’ha presentata".

Colletti (m5S): "Nostra decisione di astenerci ha stanato ipocrisia del Pd" - Soddisfazione anche tra i 5 Stelle. "La nostra decisione di astenerci ha tirato fuori tutta l'ipocrisia del Pd", dice il grillino Andrea Colletti in aula alla Camera.

Speranza: "Colpo di mano del centrodestra" –
Il Partito democratico si è opposto perché così si rischia di colpire l'autonomia della magistratura con un emendamento improvvisato e lesivo delle prerogative dei giudici, ha spiegato Roberto Speranza. “Si è trattato di un vero e proprio colpo di mano del centrodestra con la complicità del M5S. Penso sia oltremodo sbagliato trattare tale tema in modo frettoloso, attraverso un emendamento alla legge Comunitaria”, ha detto il capogruppo del Pd alla Camera.

Anm: "Norma incostituzionale" -
L'emendamento votato alla Camera è "un fatto grave". A dirlo il presidente dell'Associazione nazionale magistrati, Rodolfo Sabelli, che sottolinea : "In un momento che vede la magistratura fortemente impegnata sul fronte del contrasto alla corruzione nelle istituzioni pubbliche, questa norma costituisce un grave indebolimento della giurisdizione". La norma presenta, infatti, "evidenti profili di illegittimità costituzionale". Dello stesso parere anche Anna Canepa, segretario di Magistratura democratica, che commenta con un tweet il voto dell’Aula. Napolitano: "Indipendenza giudici non è un privilegio" - La magistratura è chiamata a fare fronte a una crescente e sempre più complessa domanda di giustizia, "coniugando equità e imparzialità con una risposta efficace e tempestiva. L’indipendenza non è un privilegio", ha detto il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, all'inaugurazione dell'assemblea della Rete europea dei Consigli di giustizia. La credibilità dei giudici, su cui poggia la fiducia dei cittadini e quella degli stati, ha aggiunto Napolitano, "non possono prescindere dal rispetto dei principi, delle qualità, dei limiti che il ruolo del magistrato impone".

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