PA, Madia convoca i sindacati. La riforma punta sul turnover

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Venerdì 13 il testo arriva in Consiglio dei ministri, il giorno prima c'è l'incontro con i rappresentanti dei lavoratori pubblici: dalla mobilità al precariato, sono diversi i provvedimenti allo studio dell'esecutivo

Venerdì 13 arriva in Consiglio dei ministri la riforma della pubblica amministrazione. Diversi i cambiamenti che il governo intende introdurre per migliorare l'efficienza della "macchina" statale. Intanto giovedì il ministro Madia incontrerà i sindacati per fare il punto sulle novità.

Le possibili modifiche - Sul tavolo della riforma diversi sono i provvedimenti allo studio: dalla modifica della mobilità volontaria e obbligatoria (anche senza l'assenso del lavoratore, ma con il mantenimento in tale ipotesi dello stesso trattamento economico e precisi limiti geografici); all'abrogazione del trattenimento in servizio (raggiunta l'età di pensione) che libererebbe oltre 10.000 posti per i giovani nella PA a costo zero ed alla staffetta generazionale; dal part-time incentivato, considerato un altro strumento utile a creare spazi per nuove assunzioni e favorire la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro; alla cosiddetta 'opzione donna' per le lavoratrici (se scelgono il regime contributivo per andare in pensione con i requisiti pre-Fornero). Per coloro vicini alla pensione era emersa anche l'ipotesi di reintrodurre l'esonero dal servizio (con il 65% dello stipendio), ipotesi che è stata esclusa: nel documento inviato dal ministero ai sindacati, infatti, si ritiene "non opportuno" proporla perché avrebbe un "ritorno marginale oltre che il rischio" di determinare "nuove distorsioni". Quanto al turnover, l'obiettivo è di una "urgente" semplificazione, per assicurare maggiori ingressi ma anche consentire a ciascuna amministrazione più discrezionalità nella programmazione, fermo restando il rispetto dell'equilibrio finanziario: questo anche "ad esempio eliminando il vincolo del computo delle teste".

La questione del precariato -
C'è poi la questione precariato, una "patologia" con numeri "vergognosi", come definita nelle settimane scorse dalla stessa Madia, che va superata. Tema che "chiederemo, nell'incontro di giovedì" che "entri a far parte della riforma", dice il responsabile dei Settori pubblici della Cgil, Michele Gentile.

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