Renzi: daspo per politici. M5S: vinciamo poi, arrestano voi

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Inchiesta Mose, il premier: "Il problema sono i ladri, non le regole". Cantone: "Più grave di Expo". Zaia a Sky TG24: "Siamo passati da tangenti a stipendi". M5S: evoca la "Ghigliottina". Boschi: Orsoni? Se accuse provate linea Pd come per Genovese

"Non possiamo dire ogni volta che c'è una vicenda di corruzione che il problema sono le regole, il problema sono i ladri, non le regole". A dirlo è il premier Matteo Renzi, in conferenza stampa a Bruxelles, parlando degli arresti per l'inchiesta sul Mose (coinvolti tra l'altro il sindaco Pd di Venezia Orsoni e l'ex governatore di Forza Italia Galan). "Una amarezza enorme, una ferita", aggiunge il presidente del Consiglio secondo cui "un politico indagato per corruzione" andrebbe indagato "per alto tradimento". Poi l'annuncio: "Sicuramente interverremo nelle prossime ore e giorni sugli appalti pubblici, l'anticorruzione e altri temi specifici". Intanto, sulla posizione del sindaco di Venezia Orsoni, interviene anche il ministro Boschi: "Se le accuse saranno provate, il Pd ne trarrà le conseguenze. Come è stato fatto nel caso Genovese".

Zaia a Sky TG24: "Inquietante" - Sulla vicenda interviene anche il governatore veneto Luca Zaia: "Se fossero dimostrate le accuse, saremmo passati dalle tangenti agli stipendi: ciò è inquietante", dice a Sky TG24: "Mi fa piacere - aggiunge - che leggendo le intercettazioni si scopre che da quando c'è il sottoscritto il substrato non c'è più. Spero si faccia chiarezza fino in fondo".
Il governatore veneto aggiunge poi che il "provvedimento di chiarezza e discontinuità l'ho voluto fare da subito: sospensione dei 3 dirigenti e ritiro delle deleghe all'assessore e ho già chiesto nella giornata di ieri di incontrare il procuratore" per avere dettagli sull'operazione. Intanto proprio nella giornata di giovedì l'assessore regionale Renato Chisso (Fi), tra i 35 arrestati nell'inchiesta sugli appalti del Mose, ha presentato le sue dimissioni irrevocabili.

Cantone: "Inchiesta Mose più grave di quella Expo" - "Quello che sta emergendo in questa vicenda, che ovviamente deve essere vagliata dalla magistratura, è un sistema molto inquietante, ancora più di quello già grave venuto alla luce per Expo", dice invece Raffaele Cantone, presidente dell'Autorità nazionale anticorruzione a Radio 1. Per Cantone "è innegabile che il sistema degli appalti deve essere ripensato" ma cambiare le regole non basta, occorre "discontinuità politica e culturale". In un'intervista a Repubblica Cantone aggiunge: "C'è un problema sulla legge per gli appalti, non è adeguata e va cambiata".

Anticorruzione: allo studio nuove misure



Sul blog di Grillo: "Vinciamo poi, intanto arrestano voi" - Ma l'inchiesta Mose scatena anche la polemica politica. Un attacco al Pd arriva dal blog di Grillo tramite un elenco di esponenti dem arrestati negli ultimi due anni. L'obiettivo è lanciare un nuovo hashtag su Twitter - #arrestanovoi - che è subito tra le tendenze principali del social network.
Riprendendo lo slogan "vinciamo poi", oggetto di scherno virale dopo il risultato elettorale dei 5 stelle, sul blog si legge: "Vinciamo poi, intanto arrestano voi". A seguire, la lista riepiloga l'arresto di alcuni sindaci del Pd: quelli di Modugno, Melito Porto Salvo, Valmadrera, Pioltello, Carlatino e Venezia. La lista si completa con Primo Greganti e Francantonio Genovese, concludendosi con un "continua...".
A rincarare la dose, interviene Michele Giarrusso, sostenendo che la ghigliottina potrebbe essere la soluzione per i politici corrotti. Ai microfoni de La Zanzara su Radio 24 il senatore del Movimento 5 Stelle ha detto: "Io per quelli del Mose, dell'Expo e della Tav vorrei la ghigliottina. Ai vari Orsoni e Galan taglierei la testa". Toni criticati su Twitter dal deputato M5S Walter Rizzetto, che riporta le parole del collega citando un post di Grillo: "Il M5S deve assumere una figura di forza di Governo responsabile e moderata nei toni".

Del Basso: "Subito una due diligence su spese" - Azioni di controllo per verificare la coerenza delle spese e degli interventi. Questa la richiesta del sottosegretario alle Infrastrutture Umberto Del Basso De Caro in audizione in commissione Ambiente alla Camera. "Deve partire un'azione di controllo straordinaria, una due diligence per verificare la coerenza sul Mose tra le spese e gli interventi", afferma il sottosegretario, sottolineando però come sia necessario continuare i lavori. "Il sistema Mose sara' ultimato nel 2016. Fermare l'opera provocherebbe un danno gravissimo e certo", osserva Del Basso.

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