Renzi: "Semestre italiano sarà di riforme e crescita"

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Il premier critica le forze euroscettiche: "Chiedere di uscire dall'euro scelta cinica per allontanare cittadini da istituzioni". E poi: "Per aiutare la ripresa l'Italia deve dimostrare di saper cambiare". Padoan: "Privatizzazioni pari allo 0,7% del Pil"

Riforme e crescita dovranno essere le caratteristiche del semestre di presidenza italiana dell'Unione Europea. Ad assicurarlo, nell'introduzione di un volume dedicato al semestre italiano e pubblicato dall'agenzia Adnkronos, il presidente del Consiglio Matteo Renzi. "Sentiamo tutti la necessità di un'Europa diversa: più politica, più semplice, più chiara", scrive Renzi. Che ricorda come "l'Italia è uno dei Paesi fondatori dell'Unione ed è nostro dovere, tanto più oggi davanti alle crescenti pulsioni antieuropeiste, fare in modo che nessuno se ne senta penalizzato e distante". "Nel secondo semestre di quest'anno - prosegue Renzi - quando  saremo alla guida dell'Unione lavoreremo con forza in questa direzione e l'Italia farà senza dubbio sentire la propria voce. L'Italia sarà in Europa con sempre maggiore determinazione e convinzione. Riforme e crescita sono i pilastri su cui ripartire per costruire il nostro domani, ma per farlo occorrono ricette innovative, forti e coraggiose".

Renzi: "Per creare crescita Italia deve dimostrare di saper cambiare" - L'ex sindaco critica quindi le posizioni più euroscettiche, sostenendo che "fa un po' sorridere sentire alcuni che ancora continuano a proporre come soluzione quella di uscire dall'euro: ma per andare dove? O meglio, per tornare dove?". Si tratta - spiega Renzi - solo del "tentativo cinico di allontanare i cittadini dalle Istituzioni, ma nelle Istituzioni occorre tornare a credere". "Se vogliamo che la nostra Europa abbia un futuro - prosegue il premier - dobbiamo avere la capacità di darci regole nuove che rendano possibile la ripresa economica, la creazione di posti di lavoro, la  leadership nell'innovazione. Per arrivare a questo risultato, l'Italia deve dimostrare di saper cambiare e ha già iniziato a farlo con un forte e serio programma di riforme".

Padoan: "Privatizzazioni pari allo 0,7% del Pil ogni anno" - Un'ulteriore spinta alle riforme arriva dal ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan, che in un incontro con la stampa estera ha sottolineato come ora sia il momento "di fare sul serio". L'inquilino di via XX settembre ha confermato che il piano del governo, fissato del Def, di privatizzazioni pari allo 0,7% del Pil l'anno a partire dal 2014 è confermato: "Alcune privatizzazioni sono già partite, come Poste ed Enav. Altre verranno da qui a fine anno. Riteniamo che la cifra di 0,7 punti indicata nel Def sia ancora valida". Padoan ha anche sottolineato come sia "indispensabile" ridurre il debito pubblico italiano, anche perché, ha ricordato, la crescita italiana "è molto debole" e una crescita è necessaria per sostenere le finanze pubbliche. "Siamo di fronte a un bivio - ha ricordato l'inquilino di via XX settembre - possiamo vivacchiare e crescere soltanto un po' oppure accelerare la crescita. La differenza la fa la politica economica, è nelle mani dei policy maker decidere dove andare". Riguardo alle osservazioni arrivate lunedì 2 giugno dalla Commissione europea, che pur riconoscendo alcuni meriti al governo italiano, chiedeva sforzi aggiuntivi, Padoan ha osservato che "il bicchiere, mezzo pieno o mezzo vuoto, si può leggere in maniera diversa. Io l'ho preso come un incoraggiamento". Non si può continuare a ignorare la dimensione qualitativa delle riforme e fermarsi allo zero virgola", ha concluso il ministro.

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