Renzi: : "L'Italia ha scelto la stabilità. Ora le riforme"

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In un'intervista a diversi quotidiani europei l'ex sindaco di Firenze spiega di voler restare a Palazzo Chigi fino al 2018: "Per un po' non vedrete altri premier". Padoan dal Festival dell'Economia: "Compito del Paese è di essere serio e credibile"

La ferma intenzione a restare a Palazzo Chigi fino al 2018, l'ambizione di far giocare all'Italia un ruolo da leader in Europa e l'accelerazione sulle riforme. Sono questi i punti salienti dell'intervista rilasciata da Matteo Renzi a diversi quotidiani europei, tra cui La Stampa di Torino, il francese Le Monde, il Guardian, la Sueddeutsche Zeitung ed El Pais. "Non so se sia un bene o un male, ma credo che per qualche anno non vedrete altri presidenti del Consiglio - afferma Matteo Renzi nel corso del colloquio - L'Italia ha scelto la stabilità e per noi stabilità significa fare riforme molto dure e molto forti", prosegue il premier, secondo cui con le riforme "l'Italia sta profondamente cambiando".

Padoan dal Festival dell'Economia - "E' necessario essere credibili in Europa", ha aggiunto Renzi. Concetto ripreso a Trento, al Festival dell’Economia, anche dal ministro Pier Carlo Padoan. "In Europa c’è un problema di fiducia. Il vero compito dell’Italia è quello di essere seria e credibile, concentrandosi su crescita e occupazione", ha detto Padoan. Che, a pochi giorni dall'arrivo delle raccomandazioni europee a Roma, si è detto “non preoccupato”. Il ministro ha parlato di vari temi: bonus 80 euro ("coperture ci sono"), patto di stabilità ("Risultati aberranti, ci deve essere il modo per rivedere questo meccanismo") e disoccupazione ("Formula magica non ce l’ho, chiedetela a Renzi").

Renzi: "La Germania è un modello da seguire" - Tornando a Renzi, sul 40% alle elezioni europee  (LO SPECIALE - I RISULTATI - FOTO - VIDEO) il premier afferma: "Non credo che il senso delle elezioni sia che è nato il leader Matteo Renzi. Il senso è che l'Italia può giocare un ruolo, che l'Italia non è l'ultima ruota del carro, che l'Italia è un Paese che, se cambia, può diventare lei leader d'Europa". L'esempio da seguire, continua, è quello della Germania. "Ho un ottimo rapporto con la signora Merkel - afferma Renzi - ho sempre detto che se l'Italia o altri Paesi hanno dei problemi, la colpa non è dell'Europa". "La Germania per me è un modello, non un nemico - prosegue - Lo è quando penso al mercato del lavoro, o alla sua struttura pubblica. Questo non significa non avere idee diverse su tante questioni". E' del tutto evidente che oggi la Germania ha tutto l'interesse che l'Italia corra. E l'Italia ripeterà che l'impostazione di fondo dell'Europa  non deve essere centrata soltanto sull'austerita' ma anche sulla crescita, l'occupazione e le riforme", dice Renzi.

Renzi: "Grillo finirà se facciamo riforme credibili"
- Il premier non manca di parlare anche dei principali avversari politici. "Guai a pensare che Grillo e Berlusconi siano finiti. Grillo finirà se noi faremo le riforme e se saremo credibili", sostiene. "Io non ho l'atteggiamento di superiorità morale e intellettuale tipico della sinistra dei salotti radical chic". Quanto al  proprio futuro, "Penso che, con un governo di quarantenni, tra dieci anni i rottamati saremo noi e questa e' una bella cosa".

Ncd al lavoro per allargare forza di centrodestra
- Intanto però il governo si trova a fare i conti con la propria maggioranza, nella quale il successo del Pd ottenuto alle elezioni fa fibrillare alleati. Da Ncd ricordano, per bocca di Nunzia Di Girolamo che "il Pd, nonostante il 41% delle Europee, non ha numeri in Parlamento, senza il sostegno del Nuovo Centrodestra, per realizzare le riforme o provvedimenti quali il bonus di 80 euro". Il partito di Alfano è al lavoro per ricostruire tutti i fili spezzati tra le varie forze del centrodestra. L'ex ministero dell'Interno, sempre in un'intervista alla Stampa, propone "una coalizione popolare italiana che rimetta in gioco i moderati, ma che non sia una somma di sigle e abbia un programma". Il precedente, rileva, è la "Coalicion Popular della Spagna post-franchista".  "Bisogna rimettere in gioco tutti. Compresi quanti, dentro Scelta civica, non desiderano aderire al Pd. Comprese le aree, dall'Udc ai Popolari per l'Italia, con cui abbiamo condiviso la battaglia europea", spiega Alfano, che invita Forza Italia a non fare "scelte lepeniste".

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