Passera a Sky TG24: "Dobbiamo dare calcione alla recessione"

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Il manager e promotore di Italia Unica è l’ospite de L’Incontro di Emilio Carelli. Tra gli argomenti: l'economia italiana, l’attualità politica, il futuro del suo movimento. Su Renzi: “La possibilità di fare il cambiamento per ora è stata tradita”. VIDEO

Corrado Passera è l’ospite de L’Incontro, il programma d’approfondimento di Sky TG24 curato e condotto da Emilio Carelli. Il manager e promotore di Italia Unica parla della situazione economica italiana, dell’attualità politica dopo i risultati delle Europee e del futuro del suo movimento a pochi giorni dalla prima assemblea.

"Dopo anni e anni di calo, senza luce, dobbiamo dare un grande colpo, un grande calcione alla recessione. Coi pizzicotti, i 100 milioni, il miliardino, non si va da nessuna parte”, ha detto Passera. "Per questo – ha aggiunto – noi pensiamo a 400 miliardi mobilitati in investimenti, senza toccare i conti pubblici, nel senso che i soldi ci sono. Soldi che vanno in tasca alle imprese e alle famiglie. Non è possibile che non siano ancora stati pagati i 100 miliardi di debiti scaduti della pubblica amministrazione, che stanno soffocando centinaia di migliaia di piccole imprese. Si può fare subito, in poche settimane, seguendo il modello spagnolo e con l'utilizzo di patrimonio pubblico, non con il meccanismo che è stato messo in moto ora e che durerà anni”.

Sul governo l’ex ministro ha detto: "Io sono molto arrabbiato con Renzi, la possibilità di fare il cambiamento per ora è stata tradita". E ancora: "L'Italicum è il Porcellum, anzi un po' peggio. Cambiare tutto al Senato ma mantenendolo, come si vuol fare, è un'operazione gattopardesca”. Passera, poi, sottolinea: "A livello di politica economica, distribuire ad alcuni, non necessariamente i più poveri, dei soldi è lontanissimo dal rimettere in moto produttività e investimenti, questo vuol dire comprare voti". E conclude: "Renzi ha saputo interpretare la voglia di cambiamento, ma il cambiamento che sta portando è talmente superficiale, talmente irrilevante, che ci sarà alla fine la delusione, mentre il cambiamento che serve è molto più profondo".

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