La vittoria di Renzi agita le acque in Scelta Civica e Sel

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Sia al centro sia a sinistra sono in molti a chiedere un avvicinamento al partito del premier. Vendola esclude un ingresso nel governo, ma alcuni dei suoi lo invitano a tendere una mano al Pd

La schiacciante vittoria del Partito democratico alle elezioni europee(lo speciale - i risultati) agita le acque dei partiti a destra e sinistra della formazione di Matteo Renzi. Sia dentro Scelta Civica che all'interno di Sel non sono poche le anime che guardano all'ipotesi di confluire in un unico grande partito a sostegno del premier. Ed è questa anche l'ambizione delle grandi manovre intraprese al Nazareno: attrarre a sé chi a sinistra come al centro mostra sempre più interesse per il Pd. "Nessuno di noi farà campagna acquisti in Parlamento - ha rassicurato Renzi durante la direzione del partito - ma una riflessione nell'orizzonte del 2018 è fisiologica" dopo un voto che ha portato alla "scomparsa di altri partiti". Come Scelta civica, partito che, osserva Mario Monti, se Renzi avesse vinto le primarie nel 2012, "non sarebbe mai nato".

Discussione aperta dentro Sel - Discussione aperta anche dentro Sel. "Una sinistra di governo non è una sinistra nel governo", dice Nichi Vendola, escludendo l'ipotesi di confluire nel Pd. La sua linea viene approvata dalla direzione del partito. Sul tavolo c'erano la sollecitazione del presidente dei senatori Gennaro Migliore, che chiedeva un forte avvicinamento al Partito democratico, aprendo magari un asse privilegiato di dialogo.
In gioco, comunque, c'è anche la pattuglia di ex-grillini, i fuoriusciti ed espulsi dal Movimento 5 Stelle che negli ultimi giorni hanno deciso di creare un proprio gruppo autonomo al Senato chiamato Democrazia Attiva.

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