Renzi: tocca a noi cambiare l'Europa. Lavoro prima di tutto

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"Dall'Ue risposte insufficienti" dice il premier alla Direzione del Pd. "Entro l'estate riforme costituzionali e Italicum" assicura. E lancia una stoccata a Grillo: "In streaming si fanno i dibattiti, a trovare i populisti inglesi si va di nascosto"

Matteo Renzi assegna a se stesso e al Pd un compito ambizioso: provare a cambiare un'Europa che ha dato finora risposte insufficienti alla grande crisi economica. Alla Direzione del Pd per un'analisi del voto del 25 maggio (lo speciale - i risultati), il presidente del Consiglio spiega che nelle prossime settimane la delegazione democratica a Strasburgo potrebbe essere determinante nelle scelte che andranno compiute. Dopo una vittoria che fa del Pd "il partito della nazione", Renzi punta infatti ad imporre la linea anche nel Pse. "Faremo sentire la nostra voce in tutte le sedi e il Pse dovrà essere coerente con i suoi slogan", incalza il presidente del Consiglio che traccia la sua road map, lastricata di riforme in Italia e di cambiamenti nella politica economica europea che devono vedere nel lavoro la "madre di tutte le battaglie".

Riforme, Italicum entro l'estate - E il premier garantisce che entro l'estate il grosso delle riforme sarà trasformato in legge, compreso l'Italicum, grazie anche al fatto che agli "altri" è passata la voglia di tornare presto alle urne". Dopo la "fine del passaggio in Senato" delle riforme costituzionali deve essere approvata la legge elettorale, garantisce Renzi, che durante la sua relazione alla direzione Dem, non risparmia un attacco a Grillo (VIDEO): "In streaming si fanno i dibattiti, a trovare i leader populisti inglesi si va di nascosto" (riferimento all'incontro con Farage, ndr).

Tensione nel M5S sulla relazione dello staff comunicazione - Anche il casa M5S l'esito del voto è stato al centro delle riunioni dei parlamentari. Ad agitare le acque, però, ci sarebbe una relazione presentata dallo staff di comunicazione del Movimento sul risultato elettorale. Relazione che, secondo indiscrezioni, avrebbe fatto "infuriare" Grillo e Casaleggio. Conterrebbe infatti critiche esplicite sulla gestione della recente campagna elettorale e suggerirebbe una exit strategy: puntare sulla tv con una maggiore presenza nei tg; creare una sorta di "governo ombra" all'inglese per conquistare credibilità tra gli elettori; e modificare il sistema di selezione dei candidati.

Lega e Forza Italia insieme sui referendum del Carroccio - Prove di intesa invece tra i vertici di Forza Italia e il segretario della Lega Nord Matteo Salvini che hanno annunciato la firma di Forza Italia su due dei referendum promossi dal Carroccio riguardanti la riforma delle pensioni e il reato di clandestinità.

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