Divorzio breve, sì della Camera. Ora il ddl passa al Senato

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Con le nuove regole si ridurrebbero i tempi necessari per lo scioglimento del matrimonio: 12 mesi in caso di contenzioso e 6 per le separazioni consensuali. L’ok con 381 voti a favore, 30 contrari, 14 astenuti. Il testo a Palazzo Madama

La Camera dice sì al divorzio breve. A quarant’anni dal referendum sulla legge Fortuna-Baslini, il Parlamento si accinge a ridurre i tempi necessari per lo scioglimento del matrimonio. L’ok di Montecitorio è arrivato con una maggioranza schiacciante: 381 voti a favore, 30 contrari, 14 astenuti. Numeri che lasciano sperare in un iter celere anche a Palazzo Madama. A costo, promettono i senatori del Pd, “di fare gli straordinari”.

Cosa cambia - Il testo approvato, che sarà operativo anche per i procedimenti in corso quando diventerà legge, dice addio alla separazione di 3 anni necessaria alle coppie per chiedere il divorzio. Il termine scende a 12 mesi per la separazione giudiziale e a 6 mesi per la consensuale, indipendentemente dalla presenza o meno di figli. Se la separazione è giudiziale, il termine decorre dalla notifica del ricorso. La comunione dei beni si scioglie quando il giudice autorizza i coniugi a vivere separati o al momento di sottoscrivere la separazione consensuale.

Le ragioni del no - Quasi tutti positivi i commenti al via libera alla Camera. Anche se le voci fuori dal coro non mancano: soprattutto quelle di Per l'Italia e di diversi deputati di Forza Italia. Tra questi Antonio Palmieri, secondo cui il testo "dà una risposta sbagliata perché il divorzio non va inteso come un diritto ma come una extrema ratio, l'esito finale di un cammino volto a recuperare la rottura della coppia". Tanto Fi quanto la Lega, i gruppi in cui si sono concentrati quasi tutti i no, hanno comunque lasciato libertà di coscienza ai propri deputati. "Orgoglioso" del suo no è il gruppo di Pi, mentre si astiene, in dissenso dal gruppo del Pd in cui milita, Beppe Fioroni, secondo cui "l'istituto della famiglia ha necessità di essere sostenuto e rafforzato".

La soddisfazione bipartisan del sì - Il viceministro della Giustizia Enrico Costa auspica ora una riduzione dei tempi di giacenza delle cause di separazione, mentre il sottosegretario Ivan Scalfarotto parla di una "conquista di civiltà che l'Italia attende ormai da troppo tempo". Un primo passo, promette Alessia Morani del Pd, verso una serie di provvedimenti sul tema dei diritti civili e le libertà individuali che il partito di Renzi intende portare avanti. A partire, dice Anna Rossomando, dalla riforma del diritto di famiglia. Di "misure di civiltà e di libertà" parla anche il leader di Sel Nichi Vendola, mentre i relatori, Luca D'Alessandro di Fi e Alessandra Moretti del Pd, sottolineano come il contributo di tutti i gruppi parlamentari abbia consentito un celere esame del provvedimento che, ribadisce il deputato azzurro, "adegua la nostra normativa a quella europea". E plaude anche M5S, che con Alfonso Bonafede rivendica di aver contribuito sostanzialmente al risultato. "Quando il Pd non mette ghigliottine sul dibattito parlamentare e non si fanno inciuci ma si prendono decisioni nell'interesse della gente noi ci siamo e collaboriamo", afferma.

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