Europee, Istituto Cattaneo: "Effetto Renzi sul voto". I dati

Le mappe di YouTrend con il confronto tra i risultati delle elezioni del 2009 (quando si affermò in quasi tutta Italia il PdL) e quelle del 2014 (con l’affermazione del PD).
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L'istituto di ricerca ha confrontato i risultati delle elezioni con le precedenti tornate del 2009 e 2013. Il premier ha tirato la volata al Pd. Brusca perdita di consenso per M5S e Forza Italia, mentra la Lega è in transizione. L’INFOGRAFICA

“Effetto Renzi” per il Partito Democratico che, rispetto alle ultime Europee, porta a casa più di 3 milioni di preferenze. A una cifra simile si avvicinano  i voti persi dal Movimento 5 Stelle rispetto alle politiche dello scorso anno (-2,9 milioni). Segnale rosso anche per Forza Italia che perde consensi sia rispetto al 2013 (-27%) e, in misura maggiore, rispetto al 2009 (-54,5%). Duplice dinamica, invece, per la Lega Nord: perde quasi la metà dei voti rispetto ai tempi di Bossi, ma guadagna terreno rispetto all’ultima consultazione del 2013. Resta, invece, complicata la situazione della sinistra italiana: se anche la lista Tsipras è riuscita a superare la soglia dello sbarramento, dall’altra rimangono forti tratti di debolezza soprattutto al Sud e nelle aree non urbane.
E’ questa la fotografia scattata dall’Istituto di Cattaneo di Bologna in un’analisi curata dal ricercatore Gianluca Passarelli che, all’indomani del voto, evidenzia a caldo gli spostamenti di preferenze da un partito all’altro, segnalando i fenomeni elettorali più interessanti.

Guarda l’INFOGRAFICA INTERATTIVA con i dati dell’Istituto Cattaneo

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Le MAPPE INTERATTIVE

PD, effetto leadership - Parla di un “effetto ‘Renzi’ o meglio un effetto leadership” l’Istituto Cattaneo per commentare la performance “particolarmente positiva” del PD in tutta Italia. Con più di 3 milioni di preferenze in più rispetto al 2009 (e 2,5 milioni in più rispetto alle politiche del 2009), il partito del premier in carica ha dimostrato di saper porre un argine all’avanzata del Movimento 5 Stelle: “La presenza di una nuova classe dirigente, giovane, dinamica, ha contenuto gli effetti della sfida avanzata dal Movimento 5 stelle, vero competitor in assenza dello storico avversario «Berlusconi»”. Ad aver influito sul risultato possono essere state anche “singole politiche condotte/annunciate dal Governo”.

La MAPPA INTERATTIVA con i risultati del PD nel 2014 e nel 2009

M5S, perso un elettore su tre - Rispetto all’exploit delle politiche del 2013, il Movimento 5 Stelle ha perso 1 elettore su 3, con una contrazione di 2,9 milioni di preferenze. Nonostante il partito di Beppe Grillo resti la seconda formazione politica italiana in ben 84 province, la formazione perde consensi soprattutto nelle aree dove l’anno scorso aveva fatto registrare le performance migliori (in Sicilia, ad esempio, con un calo 46,8% dei consensi). “Come spesso accade nei movimenti «estremi»/«radicali»  a potenti fasi di avanzata spesso segue una fase di assestamento o contrazione dovuta a elementi congiunturali, ma anche alle «mancate promesse» che l’assenza dal Governo inevitabilmente genera”, commenta l’Isituto Cattaneo.

La MAPPA INTERATTIVA con i voti del M5S

Forza Italia e NCD, consensi dimezzati - Più di un elettore su due che nel 2009 aveva votato per il Popolo della Libertà ha deciso di non supportare Forza Italia e il Nuovo Centro Democratico. Un crollo, questo, che l’Istituto Cattaneo spiega con l’assenza di Silvio Berlusconi dalla campagna elettorale per quanto riguarda Forza Italia: “Il suo status di «non elettore», e non «eleggibile» ha probabilmente pesato sulla ri-mobilitazione dell’elettorato «forzista» da sempre molto attento all’influenza del «capo». È la dimostrazione di quanto il càrisma senza la perpetua produzione di risultati tangibili da parte del capo generi disillusione”.

La MAPPA INTERATTIVA con i voti di Forza Italia

Lega Nord e Lista Tsipras - Doppia dinamica di voto, invece, per le altre due formazioni che sono riuscite a superare lo sbarramento del 4%. Sia la Lega Nord che Altra Europa con Tsipras hanno fatto registrare una perdita consistente di consensi rispetto alle Europee del 2009 (superiore al 46% per il primo e al 48% per il secondo), ma entrambi i partiti hanno visto accrescere la base di elettori rispetto alle Politiche del 2013. Con il 21,1% di voti in più “forse è prematuro parlare di effetto Salvini”, spiega l’Istituto Cattaneo, ma “la transizione Bossi pare essersi compiuta, e una parte delle ragioni del buon risultato leghista (almeno se comparato con il 2013) è da  rimandare alla capacità di ri-mobilitazione indotta dalla segreteria Salvini, dalla radicalizzazione sui temi della crisi economica, e dalla contrazione di consensi in uscita verso il M5s”.

La MAPPA INTERATTIVA con i voti della Lega Nord

Più complessa, invece, la situazione della sinistra riunita sotto il simbolo di Altra Europa con Tsipras: “La transizione Bossi pare essersi compiuta, e una parte delle ragioni del buon risultato leghista (almeno se comparato con il 2013) è da rimandare alla capacità di ri-mobilitazione indotta dalla segreteria Salvini, dalla radicalizzazione sui temi della crisi economica, e dalla contrazione di consensi in uscita verso il M5S”.

La MAPPA INTERATTIVA con la distribuzione del voto della Lista Tsipras


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