Dl lavoro, fiducia del Senato. Protesta show del M5S

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Con 158 sì Palazzo Madama approva il decreto, che torna alla Camera. Alcuni senatori 5 Stelle si sono ammanettati in Aula, mentre Sinistra ecologia e libertà ha esposto cartelli contro il testo. Renzi: "Non mi faccio infinocchiare da Berlusconi"

Il governo blinda il decreto legge lavoro chiedendo una nuova fiducia in Senato sul testo, dopo quella incassata alla Camera, per mettere al riparo l'esecutivo da ulteriori fibrillazioni nella maggioranza. Il provvedimento ottiene 158 voti favorevoli (11 in meno di quelli sui cui potè contare il governo Renzi alla sua nascita lo scorso 24 febbraio) e 122 voti contrari e, ora, tornerà a Montecitorio per il via libera finale. Protestano le opposizioni, con i senatori M5S che si ammanettano gli uni agli altri in Aula, Sel che mostra cartelli durante le dichiarazioni di voto e la Lega che distribuisce banconote finte da 80 euro (FOTO e VIDEO).
Episodi che il ministro del Welfare Giuliano Poletti punta a minimizzare: la bagarre? "non credo - dice riferendosi in particolare ai pentastellati - debba destare meraviglia". Il premier "fa le cose e prova a costruire un governo di svolta. Loro perdono solo tempo", taglia corto anche il senatore renziano Andrea Marcucci. "Non mi faccio infinocchiare da
Berlusconi", assicura Renzi.

Senatori M5S si incatenano in Aula - I lavori dell'Aula sono stati infatti interrotti da un fuori programma del Movimento 5 Stelle. Alcuni senatori M5S si sono ammanettati in Aula per protesta."Avete sentito parlare di tronchesine? Chiedo ai commessi di recuperare gli strumenti. Posso allontanarvi e disporre anche l'arresto" li ha ammoniti il presidente dell'Assemblea Roberto Calderoli. Gli esponenti grillini hanno inoltre indossato delle magliette con su scritto "Schiavi mai", Proteste anche dai senatori di Sel hanno esposto in Aula dei cartelli contro il decreto (LE FOTO).

Le accuse dei 5 stelle
- Dai 5 stelle erano arrivate in precedenza dure critiche al decreto. "Il ministro Boschi arriva inaspettatamente in aula in Senato per presentare, in barba a tutto il lavoro svolto in commissione e in Parlamento, un maxi emendamento su cui il governo chiede la fiducia sul Job Act rinominato 'Precari Act" ha detto Maurizio Buccarella, capogruppo dei 5 Stelle al Senato. "Ancora una volta - ha aggiunto  - il Parlamento viene espropriato di ogni funzione, hanno abolito la democrazia e il dibattito parlamentare - prosegue Buccarella - per la sesta volta il governo Renzi violenta le istituzioni e la democrazia in questo Paese. Non abbiamo che una scelta: mandarli tutti a casa, una volta per tutte".

Il testo
- Il testo del decreto Lavoro su cui il governo ha posto la fiducia è composto dal dispositivo licenziato dalla Camera emendato con le modifiche approvate dalla commissione Lavoro. I nove emendamenti su cui la commissione presieduta da Maurizio Sacconi ha espresso parere favorevole, otto del governo e uno del Movimento 5 stelle, confluiranno in un unico maxi-emendamento.

Il nodo riforme istituzionali - Sul fronte invece delle riforme istituzionali, con 17 voti a favore e 10 contrari la Commissione Affari Costituzionali del Senato ha adottato martedì 6 maggio il testo che diventerà la base per il lavoro dei commissari sulle riforme. Il testo è quello del governo ed è stato votato anche esponenti di FI.

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