Riforme, Commissione Senato approva testo con voti di Fi

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Via libera al ddl del governo, anche grazie all'appoggio di Forza Italia. Boschi: raggiunto l'obiettivo. Renzi su Twitter: "Molto bene, non era facile. La palude non ci blocca!". Ma in precedenza esecutivo sotto con l'odg Calderoli sull'elettività

Con 17 voti a favore e 10 contrari la Commissione Affari Costituzionali ha adottato il testo che diventerà la base per il lavoro dei commissari sulle riforme. Il testo è quello del governo. Lo hanno votato anche esponenti di FI.


Boschi: giornata positiva - Parla di "un passo avanti importante" il ministro per le Riforme Maria Elena Boschi perché, spiega, è stato raggiunto un obiettivo fondamentale: "E' stato adottato il testo base" sulle riforme "ed è quello del governo". Quindi Boschi nota "l'amplissima maggioranza" che ha portato all'ok del testo.

Romani: Fi protagonista - E rivendica il ruolo di Forza Italia Paolo Romani. "Grazie al voto determinante del gruppo Forza Italia in Commissione Affari Costituzionali del Senato - afferma il presidente dei senatori di Fi - è stato approvato l'odg del senatore Calderoli che rappresenta i punti di sintesi della discussione avvenuta in queste settimane e sempre grazie al voto determinante di Forza Italia è stato adottato il testo base proposto dal governo e approvato dal CdM.

Il governo va sotto l'odg Calderoli -
Prima del via libera al testo del governo, infatti, l'esecutivo è però andato sotto l'Odg Calderoli: "Un ordine del giorno riformulato con correzioni assolutamente necessarie per introdurre pesi e contrappesi nel Senato" con senatori eletti dai cittadini, ha spiegato il senatore leghista. Il testo di Calderoli differisce da quello di Finocchiaro su un punto essenziale, vale a dire le modalità di elezione del futuro Senato. Il testo presentato dal senatore leghista prevede che i senatori di ciascuna regione siano eletti a suffragio universale dai cittadini della stessa regione contestualmente ai Consigli regionali.
L'odg è passato con 15 voti a favore e 14 contro, grazie al sì di Mario Mauro. Questo voto ha reso impossibile votare quello della relatrice Anna Finocchiaro.

Termina così una giornata convulsa durante la quale si era sfiorata una rottura, con tanto di voci di minacce di dimissioni del governo susseguitesi a Palazzo Madama (anche se poi smentite nettamente) nel caso in cui non si fosse trovata una intesa sull'adozione del testo base dell'esecutivo.

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