Lavoro, Cgil: "Peggiorato un testo che già non andava bene"

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Susanna Camusso attacca gli emendamenti del governo sul decreto: "La riassunzione dei lavoratori trasformata in una modalità pecuniaria è il via libera all'illegittimità dei rapporti". Alfano: "Abbiamo smontato la legge Fornero e inserito tanto Biagi"

“Se gli annunci corrispondono alla realtà, mi pare che si sia ulteriormente peggiorato un decreto che già non andava bene”. Sono queste le parole di Susanna Camusso, segretario generale della Cgil, a margine di un incontro delle Giornate del Lavoro a Rimini. Il riferimento è agli emendamenti del governo sul dl Lavoro. Le novità, introdotte per andare incontro alle richieste di Ncd e Scelta civica, riguardano l’apprendistato e i contratti a termine. In particolare, rispetto al testo passato alla Camera, sparisce l’obbligo di assunzione per le aziende che sforano la quota del 20 per cento di contratti a tempo determinato: al suo posto viene introdotta una sanzione.

Camusso: via libera all’illegittimità - “Abbiamo visto delle indiscrezioni, non abbiamo testi finali e ci riserviamo di vederli”, precisa Camusso. Che aggiunge: “Si continuano a costruire modalità per cui l'unica strada è la precarizzazione”. E ancora: “La riassunzione dei lavoratori trasformata in una modalità pecuniaria è il via libera all'illegittimità dei rapporti”. Camusso torna anche sulle parole di Silvio Berlusconi, che ha definito il Jobs act di Renzi un “Cgil act”. “Ogni due ore passiamo dall'inesistenza del ruolo e del valore dei sindacati al fatto che condizionano tutto: bisogna che si mettano d'accordo con il cervello”, dice.



Bobba: nessun incentivo alla precarizzazione - A Camusso risponde Luigi Bobba, sottosegretario al ministero del Lavoro e delle politiche sociali: “Abbiamo sottolineato più volte come le norme sul contratto a termine, tese a consentire una semplificazione del ricorso a questo contratto, rispondano alla volontà di favorire una permanenza più lunga del lavoratore in azienda, premessa indispensabile per agevolare la stabilizzazione del rapporto di lavoro. Tutto il contrario di un incentivo alla precarizzazione”. “L'entità della sanzione pecuniaria proposta in sostituzione dell'obbligo di assunzione a tempo indeterminato – ha aggiunto Bobba – è tale da scoraggiare chiunque a superare un vincolo che, tra l'altro, non era previsto nella normativa precedente”.

Alfano: collaborazione con Renzi sta dando frutti - Del dl Lavoro hanno parlato anche alcuni esponenti di Ncd. “Abbiamo smontato la legge Fornero e inserito tanto Marco Biagi. Vuol dire meno vincoli, più libertà per gli imprenditori e regole più semplici per chi fa assunzioni”, ha detto il leader Angelino Alfano. “Abbiamo dovuto vincere alcune resistenze della sinistra post comunista - ha aggiunto il ministro dell’Interno - e devo dire che la collaborazione con la sinistra che non è comunista, guidata da Matteo Renzi, sta dando ottimi frutti". Per il capogruppo Ncd al Senato, Maurizio Sacconi, “le correzioni al decreto lavoro presentate dal governo corrispondono ampiamente alle sollecitazioni che sono state espresse, dopo il peggioramento del testo prodotto dalla Camera, nel nome delle ragioni delle imprese e quindi del lavoro che queste possono produrre”. Bruno Tabacci, presidente di Centro democratico e capolista di "Scelta europea" nella Circoscrizione Sud alle Europee, ha definito le modifiche: "Una soluzione molto ragionevole".

Critica Forza Italia - Ancora insoddisfatta dal decreto, nonostante i ritocchi, Forza Italia. “Le modifiche al decreto lavoro in discussione al Senato non risolvono le questioni di fondo: sanzioni di natura economica così elevate restano penalizzanti per le imprese che creano nuove opportunità di lavoro benché a termine”, ha detto il vice presidente di Palazzo Madama, Maurizio Gasparri. Fi conferma gli emendamenti "per la totale riduzione di tasse e oneri contributivi per le nuove assunzioni, in particolare per i cassintegrati e disoccupati di lungo periodo, per i quali non si sta facendo nulla".

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