Pelù a Renzi: "Bugiardo". Il concerto diventa caso politico

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Dopo l’affondo dal palco del Primo Maggio (“È il boyscout di Gelli”), il cantante attacca di nuovo il premier su Facebook. Il M5S rilancia le parole del rocker, il Pd insorge. Reazioni anche da Fi, Lega, sindacati. A Taranto artisti contro Cisl. STORIFY

di Valeria Valeriano

Dal palco del Primo Maggio ai social network. Non si ferma la polemica a distanza tra Matteo Renzi e Piero Pelù. Il cantante, durante il tradizionale concerto di Roma, ha definito il premier “il boyscout di Gelli” e gli 80 euro in più in busta paga “elemosina”. Non sono mancate le reazioni dei politici: il M5S ha rilanciato le parole del rocker, il Pd l’ha invitato ad uscire dai reality per tornare nella “vita normale”, Forza Italia e Lega Nord hanno criticato la presa di posizione dei Democratici. Renzi, per ora, tace. Pelù, invece, ha scritto due post al veleno su Facebook.

Polemiche anche per il concerto di Taranto. A scatenarle è stato un tweet della Cisl, che lo ha definito “saga paesana”. E la reazione degli artisti non si è fatta attendere.

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