Riforme, un'ora di colloquio tra Renzi e Napolitano

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Al centro dell'incontro legge elettorale e Senato, dopo che il leader di Forza Italia Berlusconi aveva messo in discussione l'intesa siglata con il presidente del Consiglio. "Sono tranquillo, l'orizzonte resta il 2018", avrebbe detto il premier

E' il giorno del vertice tra Matteo Renzi e il presidente Napolitano dedicato alle riforme. Il presidente del Consiglio è salito al Quirinale alle 11 e si è intrattenuto col capo dello Stato per poco più di un'ora (la nota del Colle). Al centro del colloquio la legge elettorale e la riforma del Senato, dopo che il leader di Forza Italia Berlusconi aveva messo in discussione l'intesa siglata con il premier.
Intanto, l'ex premier torna a rivendicare la paternità delle riforme che "non sono di Renzi ma nostre", sottolinea che l'Italicum sta diventando "peggio del Porcellum" ma ribadisce di voler "mantenere fino in fondo" l'impegno di Forza Italia sulla riforma del Senato (VIDEO). "Sono tranquillo, l'orizzonte resta il 2018", avrebbe detto.

Il vertice tra Renzi e Napolitano - L'incontro tra il presidente del Consiglio e il capo dello Stato, spiegano fonti di Palazzo Chigi, rientra nella normale dialettica parlamentare. Nulla di ufficiale, però, è emerso dopo il vertice. Matteo Renzi, che in piazza Colonna è stato accolto da una cinquantina di turisti che hanno fatto a gara per stringergli la mano o per scattare con lui una foto ricordo, non si è sottratto al bagno di folla. "Ora rientro sennò non si lavora più", ha poi detto congedando i cittadini. Ma, ai cronisti che gli chiedevano un commento sul faccia a faccia con Napolitano sulle riforme, non ha invece risposto.

Il nodo riforme - Il primo obiettivo del presidente del Consiglio, in ogni caso, è mettere in sicurezza il Senato delle Autonomie dentro il Pd. Con una full immersion di incontri a partire da lunedì, quando Renzi vedrà sia Finocchiaro sia Luigi Zanda per poi affrontare personalmente i senatori e capire se ci può essere una mediazione in vista della presentazione mercoledì del testo base in commissione. "C'è chi vuole solo visibilità ma dialoghiamo per capire se alcune proposte possano essere accolte senza stravolgere la riforma", è la linea che il premier dà ai suoi. Se, quindi, è considerato irricevibile il ddl Chiti, un punto di caduta, che viene incontro sia alla minoranza sia a Ncd, potrebbe essere, a quanto si apprende, la proposta del lettiano Francesco Russo che chiede di individuare i futuri senatori contestualmente ai consiglieri regionali all'interno dei consigli regionali. In parallelo si lavora su Forza Italia per "ricucire" l'intesa.

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