Riforme, sul Senato sale la tensione tra Pd e Fi

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Si accende lo scontro sul futuro di Palazzo Madama. La proposta alternativa di Chiti continua a raccogliere consensi. Gasparri: “Sull’elettività è stata aperta una riflessione”. Boschi: “C’è un confronto, ma non salterà l’accordo”. M5S: "Riforma della P2"

Sale la tensione sul tema delle riforme. A tenere banco è soprattutto il dibattito sulla forma del Senato che molti, da sinistra a destra, vorrebbero continuare a mantenere elettivo. Una tensione che spinge il ministro per le riforme Maria Elena Boschi a rassicurare che non c'è il rischio che Forza Italia possa sfilarsi dal Patto del Nazareno. "Fi ha ribadito che rispetterà l'accordo - assicura il ministro ai cronisti a Montecitorio, ma avverte: "sappiamo che c'è un confronto in corso, ed è normale, nel dibattito parlamentare, vedere quali sono i margini di cambiamento e miglioramento".

Dura giornata in commissione Affari Costituzionali - Il ministro è intervenuto al termine dell'ennesima giornata  complicata che ha messo a dura prova il progetto messo a punto dal  governo e, in particolare, il patto tra FI e Pd. Nella riunione della  commissione Affari costituzionali di palazzo Madama, mercoledì 23 aprile, si è a lungo e nuovamente materializzata la vasta area a favore, in particolare, dell'elezione dei senatori. Un particolare in aperto conflitto con uno di quei paletti insuperabili 'piantati' a  difesa della riforma dallo stesso Matteo Renzi.

Forza Italia: "Sul Senato si apra una riflessione" - In questa apertura si posizionionano ora gli uomini di Forza Italia, partito al cui interno sta crescendo un fronte che teme che una vittoria politica di Renzi nelle riforme potrebbe portare a un drenaggio di consensi. E così è prima Gasparri a dire che "sul Senato elettivo è stata aperta una riflessione", e poi Paolo Romani, che da un lato assicura che Forza Italia intende rispettare i patti, ma dall'altro, osserva come il dibattito sulle riforme abbia "evidenziato una spiccata preferenza per l'elezione diretta". Da qui la necessità di "un'ulteriore riflessione".

Chiti: "Non si può dire che chi vuole il Senato elegibile è contro le riforme" - Ma i renziani temono anche la crescente opposizione interna nel Pd, che si è amalgama attorno al testo di riforma alternativo depositato da Vannino Chiti. Ed è stato lo stesso senatore del Pd che in commissione Affari costituzionali, proprio di fronte al ministro Boschi, ha affermato che "non si può dire che chi vuole l'elezione diretta del Senato non vuole le riforme". Chiti ha poi osservato come "la gran parte degli  interventi sia andata nella direzione di un Senato che abbia una base  di legittimazione dal diritto di voto dei cittadini, fermo restando  che il rapporto fiduciario resta alla Camera". Il Senatore del Pd, il cui testo ha trovato aperture anche nel M5S, si è poi augurato che nel processo di riforme vengano coinvolte più forze politiche, in modo da approvarle entro il 2014.

M5S: "Riforma di Renzi come quella della P2"
- Intanto dal blog di Grillo arriva un attacco ad alzo zero alla proposta del Senato non elettivo. "E' una fotocopia di quello proposto dalla P2" scrive il capogruppo del M5S al Senato Maurizio Buccarella sul sito del Movimento.

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