Dl Lavoro, tensione Pd-Ncd. Il governo pone la fiducia

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Il testo alla Camera. Fallisce il vertice di maggioranza per trovare una mediazione. Il partito di Alfano: "Voteremo fiducia ma al Senato sarà battaglia". Poletti: "Non ci sono distanze incolmabili". Renzi: "Polemiche tipiche della campagna elettorale"

Il governo porrà la questione di fiducia sul decreto legge Lavoro approdato martedì 22 aprile alla Camera. Lo ha confermato il capogruppo Pd alla Camera Roberto Speranza. Una mossa che si è resa necessaria dopo i malumori e le tensioni all'interno della maggioranza. Il testo è infatti stato modificato in commissione dal Pd, portando tra le altre cose i possibili rinnovi dei contratti di lavoro a tempo determinato da otto a cinque nell'arco di tre anni. Modifiche che non sono piaciute all'Ncd che ha minacciato di non votare il decreto.

Renzi: "Polemiche tipiche della campagna elettorale"
- Le polemiche dentro la maggioranza sono "tipiche di un momento in cui si fa campagna elettorale ma con rispetto della campagna elettorale noi vogliamo governare. Sui dettagli discutiamo ma alla fine si chiuda l'accordo perché non è accettabile non affrontare il dramma della disoccupazione" ha commentato poi Renzi ai microfoni del Tg1.



Vertice tra i capigruppo non raggiunge intesa - La decisione di porre il voto di fiducia è arrivata dopo un lungo vertice alla Camera tra i capigruppo di maggioranza ed i ministri del Lavoro e delle Riforme Giuliano Poletti e Maria Elena Boschi, vertice nel corso del quale non si è raggiunto però un accordo. Ncd, a quanto si apprende, ha chiesto per un'intesa sul decreto modifiche sia sul capitolo formazione, da affidare anche ai privati, sia sul tema delle sanzioni che scattano se si supera il 20% di contratti di apprendistato ma che per il Nuovo Centro Destra dovevano essere amministrative. In cambio il Pd ha chiesto che scendesse da 5 a 4 il numero massimo di contratti a termine in 36 mesi. La mediazione però è fallita e quindi, ponendo la fiducia sul testo uscito dalla commissione, i nodi sono rinviati alla discussione al Senato.

Mercoledì voto di fiducia - I tempi per far entrare in vigore la legge sono stretti, il testo va approvato entro il 20 maggio e ci sarà da superare lo scoglio del Senato, dove il Pd è più debole. Situazione confermata dal ministro Poletti che ha ammesso come sul testo con il Ncd,"non è ancora tutto risolto" e che "al Senato si continuerà a discutere", sottolineando però che nella maggioranza "non ci sono distanze incolmabili" (VIDEO). Il voto di fiducia è atteso per mercoledì alle 15.20.

De Girolamo (Ncd): "Voteremo la fiducia, ma sarà battaglia in Senato" - "Voteremo la fiducia alla Camera ma non rinunciamo a dare battaglia al Senato per difendere il Dl Poletti" dice la capogruppo del Ncd alla Camera Nunzia De Girolamo. Anche Scelta Civica ha annunciato che voterà la fiducia ma chiederà modifiche al Senato.

Padoan: "Riforma accelera benefici della ripresa"
- A gettare acqua sul fuoco delle polemiche ci ha provato Pier Carlo Padoan, che in mattinata intervenendo a Radio Anch'io si è detto sicuro che il decreto "porterà a creare maggiore occupazione". Il ministro dell'Economia spiega che la riforma in discussione "accelera il beneficio, in termini di occupazione, della ripresa che si sta consolidando". Per quanto riguarda la riforma Fornero, per il ministro "non è che non vada più bene, il fatto è che nel frattempo le condizioni recessive da allora sono peggiorate, la ripresa è fragile.

Padoan sugli 80 euro: "Bicchiere è mezzo pieno, ma lo riempiremo"
- Padoan è intervenuto anche sulla questione degli 80 euro in più in busta paga previsti dal dl bonus. "Il bicchiere è mezzo pieno e pensiamo di riempirlo con il passare del tempo via via che le misure si rafforzano e diventano permanenti e la base che beneficia del taglio si allarga.

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