Dl lavoro, la riforma arriva all’esame della Camera

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Il decreto inizia l'iter in Aula. Il testo, che per volere di una parte del Pd è stato modificato in commissione, non convince Ncd e Scelta Civica. Il governo potrebbe porre la fiducia. Corsa contro il tempo: bisogna approvarlo per il 20 maggio

Esame per la maggioranza di governo sul dl lavoro che inizia il suo iter in aula alla Camera. Il testo, emendato dal Pd in commissione per accontentare la propria “ala” sinistra, così com'è non piace per niente al Nuovo Centrodestra, che in commissione non ha votato, e fa storcere il naso a Scelta Civica, che in commissione si è astenuta. Dal canto suo la minoranza del Pd ha avvertito che se il governo intende mettere la fiducia sul testo dovrà farlo su quello uscito dalla commissione. Si prepara, quindi, un braccio di ferro tra le forze in campo.

Ncd spinge per tornare al testo originario - Bisogna tornare al testo originario del governo, ha avvertito il presidente dei senatori di Ncd, Maurizio Sacconi. "La Commissione lavoro della Camera ha ridotto del 50% la spinta propulsiva alla maggiore occupazione del decreto lavoro", spiega. Aggiungendo che "è interesse del governo ripristinare le semplificazioni in materia di apprendistato, rimuovendo i vincoli che lo inibiscono. Così come è necessario ridimensionare la sanzione nel caso di contratti a termine superiori al tetto del 20% degli occupati”. Il Nuovo Centrodestra, avverte Sacconi, "ribadirà lungo l'iter del provvedimento la necessità di queste correzioni e il ripristino di corretti rapporti nella maggioranza parlamentare".

“Il nuovo testo è un importante punto di equilibrio” - Il presidente della Commissione Lavoro della Camera, Cesare Damiano, ha invece sottolineato che il testo uscito dalla commissione "è un importante punto di equilibrio" e quindi, di conseguenza, non va toccato. "L'esame svolto dalla Commissione lavoro della Camera, pur apportando alcune modifiche al testo, si è concluso senza stravolgerlo e rispettandone i contenuti fondamentali", sottolinea l'esponente democratico. "Le correzioni alla normativa sui contratti a termine e sull'apprendistato migliorano il Decreto ed ampliano in modo significativo la flessibilità a disposizione delle imprese senza cancellare i diritti dei lavoratori. Insieme al ministro del Lavoro ci auguriamo che il Parlamento lo approvi rapidamente, se vogliamo rispettare la scadenza del 20 maggio", conclude. Venerdì scorso il premier Matteo Renzi approvava le modifiche dichiarandosi sicuro che "il fatto che si cerchi un punto di sintesi tra sinistra Pd e Ncd lo do per scontato".

Le principali modifiche apportate - Le modifiche principali introdotte in commissione riguardano la possibilità di proroga dei contratti a tempo determinato, che viene ridotta da 8 a 5 volte per un periodo complessivo di 36 mesi. Il congedo di maternità sarà conteggiato ai fini del diritto di precedenza. Alle lavoratrici è riconosciuto il diritto di precedenza nelle assunzioni a tempo determinato effettuate dal datore di lavoro entro i successivi 12 mesi. I contratti a tempo determinato potranno raggiungere il massimo del 20% rispetto al numero dei lavoratori assunti a tempo indeterminato con la sanzione, per chi non rispetta la regola, dell'assunzione a tempo indeterminato. L'apprendistato pubblico torna obbligatorio ma l'offerta dovrà essere garantita dalle regioni entro 45 giorni. Le aziende con più di 30 dipendenti dovranno assumere almeno il 20% degli apprendisti , prima di poter stipulare nuovi contratti. Il decreto legge, inoltre, sarà sottoposto a un check up tra un anno. Il ministero del Lavoro, dopo 12 mesi dall'entrata in vigore del provvedimento, dovrà presentare una relazione alle Camere. Le norme per i contratti a tempo e per l'apprendistato valgono solo per i rapporti di lavoro costituiti dopo l'entrata in vigore del decreto.

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