Renzi: "Avanti con le riforme". Civati: "No a ricatti"

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Nonostante le tensioni con Fi e dentro il Pd il premier, che ha visto Napolitano, assicura: "Avanti come un rullo compressore". Il deputato della minoranza: "Stanco di ultimatum" . Il ministro Orlando esclude intese con Berlusconi sulla giustizia. VIDEO

"Un rullo compressore" con tempi certi e pronto a "restituire una speranza concreta all'Italia". Nonostante le difficoltà dell'accordo con FI sull'Italicum e una riforma del Senato che ha creato qualche malumore anche nel Pd, il premier Renzi, ospite giovedì sera di Otto e mezzo, ostenta sicurezza sull’attuazione del suo "cronoprogramma". Il presidente del Consiglio, nella mattinata di venerdì, ha incontrato Giorgio Napolitano per discutere del progetto di riforma costituzionale e del Def. Il colloquio tra i due è durato circa un'ora.

Civati: "No a ricatti"
- Il premier deve fare i conti anche con i malumori all'interno della minoranza del Pd. Pippo Civati, ai microfoni di Sky TG24, si dice stanco "degli ultimatum e dei ricatti di Renzi". Se un parlamentare ha un'opinione diversa - dice Civati - deve avere la possibilità di esprimerla". (VIDEO)

Il 10 aprile l'udienza del tribunale di sorveglianza su Berlusconi - Sul fronte dei rapporti con Forza Italia, poi, la delusione per il faccia a faccia con Giorgio Napolitano, che ha avuto un esito diverso da quello in cui Berlusconi sperava ha portato il Cavaliere ad alzare i toni tramite Verdini che si è recato a giovedì Palazzo Chigi, vista anche l'udienza davanti al giudice di sorveglianza di Milano, che dovrà decidere sull'affidamento in prova ai servizi sociali o sugli arresti domiciliari, fissata per il 10 aprile. Ma il ministro della Giustizia Orlando, dalle colonne di Repubblica, esclude qualsiasi intesa per garantire l’agibilità politica del Cavaliere.

Orlando: "Nessun accordo con Fi sulla giustizia" - "Non mi risulta che ci sia stata alcuna intesa che riguarda il titolo quarto della Costituzione, quello sulla Giusitizia – dice Orlando - penso che per riformare la giustizia nel nostro Paese si debba partire da una proposta della maggioranza di governo, su cui confrontarsi poi con tutte le forze politiche". Prima di qualsiasi riforma, sottolinea però Orlando, occorre "sgomberare il campo dalle macerie determinate dal conflitto permanente sulla giustizia stessa e dalla rimozione di alcuni temi che considero assolutamente cruciali". Tra queste macerie, spiega il ministro, "emergenze esplosive", come la condizione delle carceri.

"Approvare subito il ddl sul voto di scambio"
- Il ministro torna anche sul ddl sul voto di scambio approvato alla Camera dopo le critiche di magistrati e giuristi per una norma considerata eccessivamente estesa e inefficace. Il governo, dice Orlando, "ritiene fondamentale la tempestiva entrata in vigore della norma".

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