Senato e Titolo V: Renzi presenta le riforme al Pd

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Attesa per la direzione del partito dove il premier illustrerà i provvedimenti. La minoranza potrebbe chiedere di aumentare i poteri di Palazzo Madama rispetto ai progetti iniziali del governo. E sul lavoro Fassina dice: "Ridurre precarietà"

Il riassetto dei ruoli all'interno della segreteria, ma soprattutto il via libera alla bozza con la riforma del Senato e del Titolo V. Il giorno dopo l'incontro tra Renzi e Obama, la Direzione del Pd è  chiamata a una riuinione importante anche per saggiare gli equilibri della maggioranza.
Il passaggio più rilevante dovrebbe essere l'ok al testo del governo sulla riforma del Senato e del Titolo V, nella quale - ha annunciato il ministro Maria Elena Boschi - non ci sarà ancora la norma sul rafforzamento del potere del premier (la fiducia verrebbe data dalla Camera non al Governo ma a premier che potrebbe così revocare i ministri). Questa norma potrebbe però essere presentata come emendamento quando il testo sarà depositato in Senato, divenendo un mezzo per rafforzare l'asse con una Forza Italia sempre più in fibrillazione: i maggiori poteri per il premier sono infatti un vecchio cavallo di battaglia di Berlusconi.

Boschi: "Testo in Senato condiviso da tutta maggioranza" - Boschi ha chiarito che il testo che il governo porterà in Senato sarà condiviso da tutta la maggioranza, venendo così incontro al monito di Ncd che ha chiesto prima un accordo tra le forze che sostengono il governo e solo dopo "eventualmente, e auspicabilmente, estenderlo a forze di opposizione".
Il contrario di quanto avvenuto sull'Italicum, quando il partito di Angelino Alfano ha dovuto ingoiare un patto Renzi-Berlusconi già siglato. Ma l'insistenza emersa tra i senatori del Pd, specie della minoranza, di aumentare i poteri del futuro Senato potrebbe rendere più tortuoso il cammino del testo del governo allungandone i tempi.

Fassina: "Ridurre precarietà" - E dalla minoranza del partito potrebbero arrivare anche distinguo e critiche sul fronte lavoro. "Bisogna fare delle scelte per ridurre la precarietà e stabilizzare i redditi - dice il deputato Pd Stefano Fassina in un0intervista a Repubblica - il contratto a tempo determinato deve restare un'eccezione, non la regola. Ne parleremo con il ministro Poletti, cercando di gestire le modifiche in via cooperativa, ma se il sistema non dovesse funzionare la decisione passerà al Parlamento".

Guerini e Serracchiani coordinatore e speaker della Direzione - La Direzione dovrebbe inoltre essere chiamata a ridefinire i compiti della Segreteria. Matteo Renzi lancerà infatti il duo Lorenzo Guerini e Debora Serracchiani, rispettivamente come coordinatore e speaker della nuova segreteria. La squadra varata dopo le primarie sarà cambiata venendo incontro alle richieste di "gestione unitaria" avanzata dalla a minoranza, come Gianni Cuperlo, e dall'ex segretario Guglielmo Epifani.

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