Province, governo pone fiducia. Renzi: "Serve segnale forte"

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Il testo in esame a Palazzo Madama. Il premier: "Bisogna dare un messaggio chiaro e netto". Galletti a Sky TG24: "Ddl indispensabile". Ieri il governo è stato battuto due volte in commissione, bocciata per 4 voti la richiesta d'incostituzionalità di M5s

Il ministro per le Riforme Maria Elena Boschi ha annunciato in Senato l'intenzione di mettere il voto di fiducia sul ddl per l'abolizione delle province. Un annuncio che arriva dopo l'autorizzazione del Consiglio dei ministri. Il provvedimento viene votato a Palazzo Madama mercoledì 26 dopo che ieri il governo è stato battuto due volte in commissione; bocciata per 4 voti la richiesta d'incostituzionalità di M5s.
Per il presidente del Consiglio, in visita in Calabria (FOTO), "è arrivato il momento di dare un messaggio chiaro, forte e netto. Tremila posti in meno ai politici è la premessa per tornare a dare speranza e fiducia ai cittadini" (VIDEO). "Un ddl indispensabile", lo ha definito invece a Sky TG24 il ministro Galletti (VIDEO).

Cosa prevede la riforma - Dopo il voto di Palazzo Madama, che è atteso, il ddl dovrà tornare alla Camera per l'approvazione definitiva. Secondo le nuove norme, le province perdono quasi tutte le competenze operative a beneficio delle nuove città metropolitane e delle unioni di comuni e, soprattutto, i relativi organi saranno eletti soltanto dai sindaci e consiglieri comunali del relativo territorio tra di loro. L'obiettivo di Renzi è quello di far approvare la legge in tempi rapidissimi, per evitare che all'election day del 25 maggio - rinnovo del Parlamento europeo e delle giunte di diversi comuni - si voti anche per le province (in palio ce ne sono oltre 50).

Repubblica: possibile ridefinizione dei poteri del governo -
A proposito delle riforme costituzionali, secondo la ricostruzione de la Repubblica, il progetto di riforma di Renzi non si limiterà a rivedere il bicameralismo perfetto e l'azione delle Regioni con il nuovo titolo V, ma anche a ridefinire i poteri del governo. In particolare, secondo  il quotidiano diretto da Ezio Mauro, il premier, nel ddl che sarà presentato lunedì, avrebbe il potere di revocare i ministri.

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