Renzi: con Ddl Province stop a indennità per 3mila politici

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Il premier su Twitter si dice ottimista sull'approvazione del testo che riforma gli enti, ma la maggioranza va sotto 2 volte in Commissione e la pregiudiziale presentata dal M5S non passa per solo 4 voti. L'ok a Palazzo Madama è previsto per mercoledì

Ottimista, nonostante qualche difficoltà. Matteo Renzi, su Twitter, esprime il suo entusiasmo per il ddl sulla riforma delle province che mercoledì 26 marzo dovrebbe essere approvato in Senato. “Se domani passa la nostra proposta sulle province, tremila politici smetteranno di ricevere un'indennità dagli italiani #lavoltabuona”, ha twittato il premier.



Maggioranza due volte sotto al Senato - Il testo, noto come ddl Delrio, è arrivato a Palazzo Madama per la discussione generale dopo il via libera della Commissione Affari costituzionali al Senato. Il voto finale sul testo è previsto per le 18 del 26 marzo. Non sono mancate, però, le polemiche e le divisioni. La maggioranza, infatti, è stata battuta due volte durante l’esame della Commissione. In particolare, è stato approvato un emendamento dell’opposizione che restituisce alle Province la competenza sull’edilizia scolastica. È stato bocciato, invece, un emendamento del relatore Francesco Russo (Pd) sull’indennità del presidente di Provincia. Decisive le assenze di Mario Mauro (PI) e di alcuni esponenti del Ncd. Ma, mentre questi ultimi smentiscono che si sia trattata di un’assenza “strategica”, Mauro ammette che la sua sia stata “un'assenza politica”. “È un testo che non regge da un punto di vista costituzionale” e che “fa acqua da tutte le parti”, ha dichiarato.

Malumori tra i centristi - E i problemi per il ddl Province non sono finiti in Commissione. Il Movimento 5 stelle, in Aula, ha presentato una pregiudiziale di costituzionalità al testo. Il governo è riuscito a cavarsela, e a respingerla, per solo quattro voti: i sì sono stati 112, i no 115, un astenuto.
Proprio per ridurre i rischi di una bocciatura del ddl, tecnici e no si sarebbero incontrati per una riunione d’urgenza a Palazzo Chigi.

Maggioranza e opposizione, intanto, avrebbero raggiunto un accordo per chiedere la calendarizzazione urgente di un nuovo ddl costituzionale per l’abolizione delle province. Il nuovo ddl, secondo quanto riferiscono fonti del M5S, prevede la soppressione della parola “provincia” dalla Costituzione. Il testo farebbe riferimento a quello depositato dai parlamentari cinque stelle Vito Crimi al Senato e Danilo Toninelli alla Camera. Il 26 marzo Palazzo Madama dovrebbe votare anche su questo.

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