Alpi-Hrovatin, il governo toglie il segreto sui documenti

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A venti anni dalla morte dell'inviata del Tg3 e dell'operatore assassinati in Somalia è stato  tolto il segreto sulle carte trasmesse a Montecitorio dai servizi di sicurezza. Boldrini: "Segnale importante contro il muro del silenzio"

Via il segreto di Stato. A 20 anni dalla morte di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin il governo ha avviato la procedura di desecretazione degli atti relativi all'uccisione dei due giornalisti. Era il 20 marzo 1994 quando l'inviata del Tg3 e l'operatore furono freddati a colpi di kalashnikov a Mogadiscio, in Somalia.
Ora, la procura di Roma potrà dunque acquisire la documentazione sull'omicidio. Il pubblico ministero Elisabetta Cennicola non abbandona la speranza di poter dare una spiegazione alla tragica fine dei due italiani. Nel 2007, l'inchiesta è stata derubricata a reato di duplice omicidio volontario contro ignoti.

La desecretazione degli atti "è un segnale molto importante, che rompe il muro di silenzio e può costituire un fondamentale passo in avanti per arrivare alla verità", scrive la presidente della Camera laura Boldrini, che aveva di recente chiesto di rendere pubblici gli atti. Una richiesta, questa, avanzata da oltre 60 mila persone che hanno sottoscritto la petizione lanciata da Articolo21 su Change.org.

Venti anni senza verità -  Fu un tentativo di rapimento finito in tragedia contro giornalisti scelti a caso o un agguato premeditato e mirato contro testimoni scomodi di traffici illeciti nella Somalia del post Siad Barre? Ecco la domanda, sempre la stessa, che divide magistratura e politica dal quel 20 marzo 1994, quando Ilaria Alpi e Miran Hrovatin furono freddati da un commando a Mogadiscio.
E' domenica, sono passate da poco le 14.30. Una Toyota attraversa la capitale somala, diretta verso l'Hotel Amana. A bordo la giornalista del Tg3 e il cineoperatore, in Somalia per seguire la missione Restore Hope, dove sono impegnati militari italiani. Sono appena tornati dal nord del Paese, dove hanno incontrato il sultano del Bosaso. Alpi e Hrovatin - dirà poi l'inchiesta - hanno saputo di fatti e attività scottanti, connessi con traffici illeciti di armi e rifiuti di vasta proporzione. A poca distanza dall'albergo da una Land Rover scendono diverse persone armate, almeno sette, e fanno fuoco. Un proiettile di kalashnikov colpisce alla tempia Ilaria Alpi, una raffica raggiunge Hrovatin. Gli aggressori scappano subito, portando via con sé la verità.
Tra i tanti misteri dell'inchiesta, destinati a rimanere tali, c'è anche la mancanza dell'autopsia sul cadavere della Alpi, che nel '94 fu sottoposto dalla procura solamente a un superficiale esame esterno per consentire la celebrazione dei funerali già fissati prima che la salma venisse riportata in patria. (VIDEO)

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