Renzi: "Nella spending review decidiamo noi cosa tagliare"

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Il premier alla Camera in vista del Consiglio europeo: "Cottarelli ha fatto un elenco, toccherà a noi scegliere". Al Senato spiega: "Le misure non servono per le elezioni". E sull'Europa: "Rassegnata e stanca, c'è il rischio che si affermino i populismi"

Sulla spending review "toccherà a noi decidere". Non poteva essere più chiaro Matteo Renzi per richiamare a sé le scelte sui tagli e i risparmi di spesa, dopo le polemiche su quello che lui stesso ha definito solo "l'elenco" messo a punto dal commissario alla spending review, Carlo Cottarelli. Il presidente del Consiglio, che ha incassato il via libera delle Camere (al Senato con un surplus di 22 voti rispetto alla sua maggioranza) arriva dunque giovedì 20 marzo a Bruxelles per il consiglio europeo con una pacchetto di misure dalle "scadenze certe" e con "coperture molto ampie" che non mettono a rischio il tetto del 3% deficit-pil che, comunque, per Renzi resta "oggettivamente anacronistico" (VIDEO). Perciò il premier non cercherà in Europa "bollinature" né teme un'Europa che "ci fa le pulci" perché - dice - "siamo tutti sulla stessa barca": una Ue "in difficoltà" che o cambia o è a "forte" rischio di restare vittima degli euroscettici.

"Rischio populismi in Europa"
- Nel cominciare il suo discorso in Aula, il premier ha riferito le parole che l’ex presidente del Brasile Lula gli avrebbe detto in un recente incontro. "Non ho mai visto l’Europa così rassegnata, pessimista e stanca" la dichiarazione riferita dal premier che ha ammonito: "Credo che chi rappresenta un paese dentro il Consiglio europeo deve partire dal fatto che l'Europa vive una fase di difficoltà evidente ai cittadini e c'è il rischio forte di un'affermazione di partiti populisti".  "Dobbiamo lottare contro un'Europa espressione della burocrazia e della tecnocrazia e riprendere lo sguardo alto dei paesi fondatori" ha continuato Renzi. (VIDEO)

"Riforma del lavoro necessaria" - "L'Europa deve tornare a fare l'Europa, il suo mestiere di guida. Il tema della competitività industriale sarà inserito all'interno del progetto sul 'rinascimento' industriale europeo. Competitività, energia, clima, occupazione: sono tutti temi che saranno inseriti in un quadro unitario" ha detto ancora il presidente del Consiglio. "La riforma del lavoro è necessaria - ha proseguito  - non è un argomento a piacere che possiamo affrontare o no. Questa riforma ci viene chiesta dal 42% di giovani disoccupati" e non dall'Europa.

"Su spending review decidiamo noi, 3% anacronistico" - A proposito poi delle risorse che il governo recupererà dalla spending review: "Presenteremo la spending rewiev alle Camere, la presenteremo nelle sedi parlamentari; il commissario ci ha fatto un elenco, ma toccherà a noi decidere. Come in famiglia se non ci sono abbastanza soldi sono mamma e papà che decidono cosa tagliare e cosa no". Renzi ha anche ammesso di considerare superata la regola europea che limita al 3% del Pil il deficit di ogni Stato membro dell'Unione, ma ha confermato gli impegni presi dall'Italia. Il governo, ha spiegato, ritiene che "quel che è necessario non è lo sforamento ma il rispetto del 3% con una modifica, vedremo se possibile, dal 2,6% al 3%".  "Il tema in discussione è prendersi lo spazio che abbiamo, non sforare i parametri".

Il saluto a Letta - Nel suo intervento il premier ha anche salutato e ringraziato l’ex presidente del Consiglio, Letta presente in Aula. "Nei prossimi mesi avremo le elezioni europee, le nuove istituzioni europee e "il semestre di presidenza italiana cui il precedente governo guidato da Enrico Letta, che saluto e ringrazio, ha dato stimolo e punti di riferimento" ha detto Renzi.  Dal premier anche un riferimento all’operazione Mare Nostrum che ha postato al salvataggio di oltre 2mila migranti.

La replica alla Lega - Nel corso della replica, poi, il presidente del Consiglio ha risposto agli attacchi della Lega Nord: "Non consentiamo a nessuna forza  politica, come ha fatto la Lega, di dire che noi andiamo con il  cappello in mano in Europa. Questo umilia gli imprenditori del Nord  Est, gli artigiani, il mondo produttivo italiano che ha diritto ad essere rappresentato da forze europeiste e moderne".

Mercoledì Renzi andrà in scuola calabrese
- Poi su Twitter, Renzi ha risposto a un utente, che chiedeva conto dell'annuncio del premier di visitare una scuola a settimana. "Oggi c'era aula. Riprendo mercoledì dalla Calabria, Scalea" ha spiegato.



I sindacati: no a tagli lineari - Renzi ha incassato l'ok delle Camere e affronta con sicurezza il Consiglio europeo a Bruxelles. Ma, passati giorni dalla pubblicazione del dossier sulla spendin review, le critiche sono lontano dallo smorzarsi. La leader della Cgil Susanna Camusso lamenta un ritorno alla "vecchia logica dei tagli lineari" e quindi ad una "logica recessiva" (VIDEO). Il segretario della Cisl, Raffaele Bonanni, osserva che "non si stanno affrontando i problemi di fondo" e si domanda ad esempio come si fa a tagliare ancora nel pubblico impiego "quando si sono persi molti posti di lavoro perché non c'è stato turnover" (VIDEO).

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