Renzi: "1000 euro l'anno in più a 10 milioni di italiani"

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Dopo il Cdm, il premier annuncia le prossime misure: "Taglio dell'Irpef per 10 mld, all'asta 100 auto blu, entro luglio pagamento dei debiti della PA, 3,5 mld per l'edilizia scolastica". Camusso: "Possiamo cominciare a festeggiare". CRONACA DELLA GIORNATA

Non "annunci" ma "decisioni politiche", contro i "gufi" e il "disfattismo". Matteo Renzi presenta così i provvedimenti discussi durante l'ultimo Consiglio dei ministri e trae un bilancio dei suoi primi 20 giorni a palazzo Chigi.
Le coperture delle decisioni prese ci sono, assicura Renzi, che incassa anche l'apertura della Cgil. Susanna Camusso, che i distinguo dei giorni scorsi, si mostra infatti più ottimista: "Oggi - dice - si può cominciare a festeggiare".

Il premier, dopo la riunione a palazzo Chigi, scende in sala stampa per spiegare la sua "visione" e ribadire le promesse di questi ultimi giorni: 10 miliardi di taglio dell'Irpef per dieci milioni di lavoratori con uno stipendio sotto i 25.000 euro annui. Renzi è convinto di poter superare i dubbi e le perplessità dell'Europa. Segnali di avvertimento a non sforare sarebbero arrivati anche nelle ultime ore, ma il presidente del Consiglio anche in conferenza stampa ribadisce che l'Italia non intende andare oltre il 3%.

Taglio Irap e piano casa - "L'Italia vuole fare non chiede", dice Renzi riferendosi al rapporto del Paese con le istituzioni europee. Ma resta il fatto che il taglio del cuneo fiscale non è legge, dovrà attendere qualche settimana, e che la soglia prevista del 2,6% salirà al 3%. Comunque oltre all'Irpef ci sarà anche il taglio dell'Irap, il calo del costo dell'energia per le piccole e medie aziende, il piano casa, 3 miliardi per ristrutturare le scuole, l'aumento della tassazione delle rendite finanziarie dal 20% al 26%.

Il nodo coperture - "Le coperture ci sono, i provvedimenti arriveranno entro il 30 aprile, con il Def e i decreti attuativi. Abbiamo fatto atti irreversibili" assicura Renzi. "L'importanteè' che oggi il governo ha preso decisioni, non è andato al bar". Ma di fatto in attesa che la spending review produca i suoi frutti nel 2015, per quest'anno il taglio dell'Irpef sarà finanziato usando in rialzo il margine del deficit. E di fatto si deve aspettare ancora qualche settimana per vedere i provvedimenti sull'Irpef e sui debiti della P.A.. La scommessa del premier, dunque, è che con lo scatto in avanti fatto a dispetto degli scetticismi di chi chiede di vedere nero su bianco i conti e i fondi, ora dopo l'annuncio non si possa tornare indietro.

"Se non supero bicameralismo perfetto chiudo con la politica" - E per dare maggiore enfasi alla scommessa su se stesso, il premier mette di nuovo il carico da 11: "Se non riesco a superare il bicameralismo perfetto non considero conclusa la mia esperienza di governo, ma la mia esperienza in politica". Le Camere sono avvisate, Renzi si attende che questi provvedimenti, le riforme istituzionali ed economico sociali viaggino "spediti".
Ma le sorprese sono sempre dietro l'angolo, le votazioni sulla legge elettorale lo hanno dimostrato, Forza Italia non ha accolto con entusiasmo le decisioni del Consiglio dei ministri e da giorni un pezzo di Pd mastica ancora amaro e si riorganizza. La battaglia ora si sposta a palazzo Madama, per la seconda lettura della legge elettorale, ma anche per la riforma che di fatto abolisce il Senato come seconda Camera.

LA CRONACA DELLA GIORNATA


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