Italicum: preferenze bocciate, sì a premio e sbarramento

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No dell'Aula di Montecitorio all'emendamento La Russa contro le liste bloccate. Il voto finale è atteso per mercoledì alle 9.30, poi alle 16 il Cdm. Sul tavolo cuneo fiscale, jobs act e piano casa. Renzi su Twitter: "Il lavoro procede bene". LIVEBLOG

Il cuore della nuova legge elettorale è stato approvato oggi 11 marzo alla Camera, ma il provvedimento non avrà il via libera definitivo prima di mercoledì alle 9.30.  A causa del protrarsi dei lavori la seduta di martedì è stata infatti aggiornata, per il voto finale, all'indomani.

Camera approva sbarramenti e soglie per premio -  Con 315 sì e 237 no - 101 voti circa in meno dell'ampia maggioranza bipartisan su cui conta sulla carta la legge - i deputati hanno approvato l'emendamento che prevede le nuove soglie di sbarramento e la soglia necessaria per ottenere il premio di maggioranza. Con una maggioranza ancora più risicata, 35 voti di scarto, hanno poi respinto la proposta di introdurre il voto di preferenza al posto delle liste bloccate, presentata da Fratelli d'Italia a firma di Ignazio La Russa (leggi i dettagli).

Mercoledì alle 16 il Cdm - Mercoledì mattina con il voto finale sull'Italicum, la legge elettorale sarà archiviata perlomeno per quanto riguarda la Camera, e il premier Renzi non vuole perdere tempo ed è stato indetto sempre per mercoledì alle 16 il Consiglio dei ministri sulle prossime misure economiche del governo, cui seguirà alle 17 in conferenza stampa.


Il taglio delle tasse, il jobs act e il piano casa i punti sul tavolo del Consiglio dei ministri. Il Cdm non varerà  però un provvedimento - secondo quanto viene riferito da fonti ministeriali - ma solo le linee guida. A far rallentare il governo  il nodo delle coperture, anche se da Palazzo Chigi viene spiegato come si tratti di un rinvio dovuto solo a questioni tecniche.

Orfini: "Occasione mancata"; Bindi: "Tradita la Costituzione" - Il governo vuole dunque procedere a passo spedito, ma non si fermano i malumori nella maggioranza. In particolare, continua a far discutere la bocciatura dei tre emendamenti bipartisan alla legge elettorale sulla parità di genere, che ha provocato una spaccatura nel Pd. Matteo Orfini a Sky Tg24 parla di "occasione mancata". Ma aggiunge: "Al Senato potremo correggere la legge". Polemica anche l’ex presidente del Pd, Rosy Bindi, che parla di una “ferita molto grave e profonda". Per Bersani "al Senato qualcosa bisognerà cambiare". Renzi, intanto, riferisce ai suoi deputati di essere disposto a discutere di modifiche alla legge, ma solo nel successivo passaggio al Senato.

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